Home / Cronaca / La vicenda della “Don Milani” sembra una commedia di Ionesco, il padre del Teatro dell’assurdo

La vicenda della “Don Milani” sembra una commedia di Ionesco, il padre del Teatro dell’assurdo

La vicenda della scuola comunale “Don Milani” può assumersi a “Teatro dell’assurdo” di Eugéne Ionesco. E’ in scena a Campobasso da oltre tre mesi e continuando il successo di pubblico e di critica, non è detto che cali il sipario. I personaggi (il sindaco Battista, il comitato dei genitori e i consiglieri Pilone, Durante, Iafigliola e Massarella) continuano a dare vita ad una rappresentazione  paradossale del proprio essere e del proprio fare  all’interno di una situazione (la scarsa se non addirittura inesistente sicurezza sismica delle scuole a Campobasso) in cui si rasenta il parossismo alimentato dalla strumentalizzazione e dall’esasperazione, essendo stata accantonata la moderazione e rifiutato il richiamo alla riflessione e al confronto sulle cose possibili. Tra le cose possibili, se fatta oggetto di un ulteriore miglioramento antisimico, in aggiunta a quello già operato con la gestione municipale di Gino Di Bartolomeo, c’è proprio la struttura della “Don Milani”. Ma è inimmaginabile che il comitato dei genitori possa tornare sui suoi passi, dopo aver montato una delle proteste più dure, lunghe e strumentali che sia mai stata organizzata per richiamare l’attenzione delle istituzioni pubbliche al dovere di mettere in sicurezza le strutture scolastiche in città, in primis quella dei loro figli. Anche questo rivendicato primato della “Don Milani” ha in sé una traccia di assurdità, quasi che le altre scuole e gli altri alunni fossero da considerare  figli di un dio minore, ancorché colpevoli, i genitori, di non essersi costituiti in comitati di lotta. Questo accentramento d’interesse sta facendo perdere di vista la necessità, invece, di allargare il campo e di coinvolgere l’intero sistema scolastico locale su un livello più alto di confronto col Comune e con la Regione. Asse istituzionale che, purtroppo, non ha raccordi né intese e forse nemmeno volontà di esporsi. Specie la Regione, che per una sorta di franchigia politica (l’amministrazione di Palazzo san Giorgio è dello stesso colore politico), finora è tenuta fuori dalla polemica e dalle responsabilità. Eppure dovrebbe stare sul banco degli imputati, colpevole del ritardo con cui sta procedendo all’Accordo per rimodulare gli 11 milioni di euro stanziati per la galleria che avrebbe dovuto collegare il Terminal delle autocorriere a Via san Lorenzo, opera pubblica morta e seppellita. Gran parte di quei milioni sarebbe destinata alla messa in sicurezza delle scuole. Rimanendo nel campo dell’assurdo, pare che ciò non interessi a nessuno, specialmente al comitato dei genitori che continua nel girotondo delle indicazioni, delle soluzioni, delle alternative che il Comune ritiene sistematicamente non adatte. Tra le soluzioni possibili, dopo aver girovagato alla ricerca di una struttura privata antisimica (fino ad arrivare ad ipotizzare di trasferire i ragazzini della “Don Milani” a Campodipietra), l’offerta reperibile s’è dimostrata impraticabile anche per i costi che avrebbe comportato. In questo andirivieni di richieste, di offerte e di proteste, è stata lambita anche l’università del Molise; e, senza pudore, l’illogico spezzettamento delle classi, alcune nella medio/teca comunale (che il sindaco vuole trasferire alla Biblioteca Albino – ne abbiamo scritto), altre classi ospiti di istituti scolastici tra i meno compromessi sotto il profilo strutturale antisismico. Proposta palesemente bislacca che, però, il sindaco strumentalmente l’ha votata per tacitare i consiglieri Massarella e Durante che si erano resi mallevadori dello “spezzatino”. Altra stranezza è quella, sempre dal fronte dei genitori, che allude  alla possibilità di collocare le classi della “Don Milani” all’interno del Convitto nazionale “Mario Pagano”: una costruzione dell’Ottocento! Il paradosso, come si può notare, è costantemente dietro l’angolo. Dopo tanto parlare, discutere, protestare e discettare, il cerchio ormai s’è ristretto ad una sola possibilità, e sarà quella, e solo quella: le 18 classi libere nella scuola media D’Ovidio in Via Gorizia.

 

Dardo

 

 

 

 

Di Dardo

Potrebbe Interessarti

Scuole danneggiate, due giovani denunciati

Negli ultimi giorni, su disposizione del Questore Caggegi, la Polizia di Stato ha potenziato i …

Un Commento

  1. Ah, ancora: a Via Gorizia ci mandi i suoi figli visto che si tratta di una struttura fatiscente con 12 aule e 6 scantinati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*