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La vicenda dei 1744 lavoratori in mobilità in deroga sta per cadere nel ridicolo

Ne abbiamo fatto cenno in precedenti corrispondenze sull’argomento che riguarda il pagamento delle rate della mobilità in deroga a 1744 lavoratori che ne vantano il diritto alla Regione Molise, all’Inps e al ministero del Lavoro. La vicenda, che ha i suoi sacrosanti motivi e le sue sacrosante rivendicazioni, dopo una fase di valenza politica e amministrativa in cui alla richiesta dei lavoratori è stato opposto un silenzio tombale, ha via via assunto valenza sociale e, diciamolo, morale (ammesso che in questa transizione storica  possa esistere una morale diversa dall’immoralità con cui questa storia sta andando avanti), con la partecipazione vivida del mondo cattolico (vescovi e parroci delle diocesi di Campobasso/Boiano e di Trivento) e istituzionale ( 20 sindaci e il consiglio comunale di Campobasso) e dell’Anci Molise. Risoltasi senza esito anche questa fase, la vicenda sta diventando paradossale, e andando avanti, ancora senza alcun riscontro alle rivendicazioni dei lavoratori da parte della Regione, dell’Inps e del ministero del lavoro, finirà per  rivelarsi tragicomica. Deve esserci qualcosa che non quadra, qualcosa che consenta alla Regione, all’Inps e al ministero del Lavoro di potersene fregare dei lavoratori, del loro rivendicato diritto alla mobilità in deroga, dei vescovi, dei parroci, dei sindaci e dell’Anci Molise, e di rimanere inerti, impassibili, indifferenti, disonorando il codice etico che sono chiamati costituzionalmente a rispettare. Alle richieste formalmente e sostanzialmente avanzate vanno date, non solo per deontologia e per prassi, ma per dovere d’ufficio, le dovute spiegazioni e vanno assunte le debite decisioni e comunicate, anche per consentire di attivare  gli eventuali  motivi di ricorso. Sulla vicenda, finora mancano sia le une che le altre. Sulla vicenda, con la messa alla berlina, lo sbeffeggiamento di vescovi e parroci, di amministratori locali e finanche dell’Associazione nazionale dei comuni italiani, l’Anci, sezione del Molise, sta per calare il ridicolo. Si salvano i sindacati che pare si siano chiamati fuori, preferendo non interferire coi poteri regionali e ministeriali, lasciando in balia di se stessi i 1744 lavoratori che si stanno battendo per i propri diritti non riconosciuti. Per adesso il lato comico, ma se il seguito continuerà sulla stessa falsariga, successivamente il lato tragico. Né può essere evitato lo scadimento del Comitato Mobilità Deroga Molise nel patetismo.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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