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La Uil per rilanciare la credibilità del sindacato? Appunti di Conferenza

di Giuseppe Saluppo

“Riportare, al centro del confronto nel sindacato e del dibattito sociale e culturale nel Paese, la passione per il lavoro significa far battere il cuore dei nostri lavoratori e pensionati e di tutti i cittadini che guardano con attenzione e fiducia alla Uil, la prospettiva delle aspirazioni, la fantasia dei sogni, la quotidianità delle esigenze concrete. È evidente il riferimento ad aspetti della vita che spesso sono lontani dalle urla, dalle accuse e dall’irresponsabilità della politica; a valori distanti dagli individualismi nelle comunità, dagli egoismi nella società delle apparenze, dagli “I Iike it”  nel mondo dei Social che tutto ingurgitano e molto dimenticano,  anche con estrema rapidità”. La Conferenza programmatica della Uil svoltasi a Campobasso, ha inteso riportare la parola lavoro al primo punto dell’agenda sindacale. Cosa si è colto dagli interventi e dal dibattito?  Che c’è una voglia di tornare a fare sindacato. Per farlo, però, occorre una riflessione   sul futuro del mondo della rappresentanza sindacale.  Il fenomeno della crisi della rappresentanza non è di oggi. Vi sono chiari segnali da tempo.  Sono anni che il mondo del lavoro attivo ha un peso decrescente nella quota degli iscritti. I giovani trovano sempre meno risposte ai loro problemi nel sindacato. Sono sempre meno i giovani che si iscrivono al sindacato. Anche perchè negli anni ultimi passati il sindacato ha svolto più una funzione istituzionale e sempre meno una reale capacità di interpretare il mondo del lavoro.  E, allora, è giusto il passaggio colto nel dibattito della Uil  per cercare di liberarsi dalle ideologie, per uscire  dal  linguaggio dei meccanismi istituzionali autoreferenziali e indirizzarsi su di un’azione più pragmatica.   Un sindacato, cioè, capace di rivolgere lo sguardo alla società, al vero mondo del lavoro, alle sue dinamiche: quelle che si sviluppano in azienda e farvi rientro  dalla porta principale e non più dal retrobottega. Un sindacato capace di  volgere lo sguardo alle persone, a metterle al centro della propria azione, a smetterla di sollevare barriere ideologiche ma pronto e capace a parlare il linguaggio del mondo del lavoro sano, quello delle persone che lavorano.  Sono appunti raccolti al termine della Conferenza programmatica. Sensazioni. Se le linee tracciate e ribadite dal segretario nazionale, Carmelo Barbagallo e dalla segretaria regionale, Tecla Boccardo troveranno il giusto canale, il sindacato riconquisterebbe quella credibilità di cui oggi abbiamo bisogno per accompagnare i grandi mutamenti sociali che ci aspettano.

Di Giuseppe Saluppo

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