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“La tolleranza non può essere illimitata”

Egregio direttore,
Temo che non darà voce alle mie istanze perché, un po’ come funziona per gli smartphones, nell’epoca attuale si dà rilevanza al pensiero unico, a quella scia ideologica che ti porta a convincerti che tutto quello in cui si credeva prima è sbagliato, e che per poter essere moderni bisogna essere “tolleranti”.
Conscio del fatto che siamo in un regime democratico che dà spazio alla diversità di pensiero, mi lasci in ogni caso interloquire su un tema che, sbaragliando la situazione drammatica degli ex dipendenti dello Zuccherificio e quella altrettanto grave della viabilità interna, ha avuto addirittura le prime pagine dei giornali: quello della sfilata di omosessuali e transgender a luglio.
Nel caso della suddetta manifestazione, non bisogna tanto metterla sul piano dell’essere scandalizzati da come si vestiranno o truccheranno i partecipanti, bensì sul ribaltamento delle leggi più semplici (e più perfette) della natura, che né io, né Luxuria né gli altri sette miliardi di abitanti del pianeta Terra hanno creato. Scagliarsi contro tali leggi è come voler tentare di equipararsi al loro creatore, ed avvertire allo stesso tempo un senso di inferiorità nell’istituire qualcosa di alternativo, come mossi da un sentimento di invidia nei confronti della perfezione originaria.
Lasciamo perdere i vizi procedurali di cui ha parlato qualcuno in commissione cultura relativamente al patrocino del Comune, e focalizziamoci piuttosto su quello che conta: quale passo avanti si spera di far compiere al capoluogo patrocinando un evento del genere?
Sarebbe bello discuterne, senza strapparsi i capelli e senza i soliti infantili epiteti di scherno da parte dei cosiddetti tolleranti nei confronti dei cosiddetti retrogradi, come sarebbe bello incentrare il dibattito su aspetti antropologici e sociologici, che fanno emergere disagi sociali dietro a certe scelte. Tutto questo non l’ho mai sentito dire da nessuno, almeno a Campobasso, eppure è fortemente sotteso, come è stato notato da più di uno studioso.
Tutti i tasselli mancanti del grande puzzle cittadino (spazio dato alla cultura, cura del verde pubblico, manutenzione di edifici e marciapiedi) continuano a rimanere tali, mentre si mette al centro una tessera che non faceva parte dell’insieme, e senza tanti complimenti.
Credo proprio che i tolleranti ed i democratici siano altri, e spero che questa frase del filosofo austriaco Karl Raimund Popper induca ad una attenta riflessione: “la tolleranza, al pari della libertà, non può essere illimitata, altrimenti si autodistrugge”.
Cordiali saluti
Gianpaolo Mazzuccato

Di Giuseppe Saluppo

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10 commenti

  1. Riflessioni giustissime e molto ben articolate, a differenza dei cosiddetti tolleranti -per riprendere le parole del lettore- che vomitano ingiurie e fanno sempre dell’ironia nei confronti di chi non è d’accordo con tali manifestazioni, e spiega pacatamente il perché. Retrogradi noi? Ma se la nostra macchina è stata creata perfetta, quindi all’avanguardia, dove sarebbe l’obsolescenza? Gli altri, piuttosto, si interroghino se è più moderno correre con una Topolino che con una Lamborghini! Ed intanto la dignità umana, il decoro della città, i servizi continuano ad aspettare…

  2. Il degrado morale, mascherato da tolleranza e rispetto per le diversità, ha raggiunto il suo apice. E c’è chi, come i Cinque Stelle, si vanta persino di aver dato il voto decisivo per l’approvazione del patrocinio del comune a quella che altro non è se non l’esaltazione dello squallore umano.

  3. Arianna Di Biase

    Mi fa ridere la Regione: non patrocina la carnevalata perché non ha finalità culturali. Che non le abbia e’ fuori discussione, ma che ci si debba trincerare l’ipocrisia delle parole lo e’ altrettanto! E ditelo che non siete d’accordo, che male c’è?? La regione Liguria non lo ha patrocinato e lo ha detto. Difendete i veri valori in quanto istituzioni e non abbiate paura delle vostre idee!

  4. Orazio diceva: “Est modus in rebus. Sunt caerti denique fines quos ultra citraque nequit consistere rectum”. Per Luxuria e i Cinque Stelle ci vuole Google translator, capisco che non arrivino a tanto…

  5. Non c’è limite al peggio…

  6. Maria Rita Belloi

    Mi sarei aspettata un maggior coro di NO nei confronti di questa ipocrisia mascherata da tolleranza. Il travisamento della realtà dell’epoca attuale ha raggiunto l’apice, e ci si ammanta di ipocrisia dimostrandosi accondiscendenti verso certi temi o, peggio ancora, tacendo. Costoro sono gli stessi che, a fronte di tanta “tolleranza”, non guardano in faccia l’anziano che abita sullo stesso pianerottolo, non si parlano con la famiglia per motivi futili, fanno finta di ignorare il dramma del signore della porta accanto. Poi dobbiamo leggere di petizioni che lottano contro lo sbollentamento dei crostacei vivi. Ma ci si rende conto del livello di idiozia a cui si è giunti?

  7. Roccantonio Davoglio

    Sig.ra Belloi, al coro dei no appartengo anch’io, solo che, a differenza di tanti altri che la pensano come me, espongo pubblicamente la mia opinione, ed aggiungo: una scelta tanto inopportuna il Comune non poteva farla, una dimenticanza tanto evidente su ciò che significa Essere Umano non poteva essere fatta, ed ecco che siamo qui a parlarne. La gravità di certe scelte ricadrà sul capoluogo e sui suoi abitanti, ancora troppo orfani di coscienza critica.

  8. Maria Teresa Sivigliano

    Mi chiedo che coerenza ci sia nel professare pubblicamente il proprio credo religioso in qualità di istituzione e poi essere fiero di aver celebrato una unione omosessuale ed aver dato il via libera a quel grande oltraggio al genere umano che sarà la carnevalata di fine luglio. Chiedo anche ai Cinque Stelle che cosa ci trovano di civile nella cultura del gender, che sta solo infumanando la gente di distorte accezioni del concetto di Libertà. Siamo stati creati simili all’Essere Perfetto, quindi secondo un progetto di amore, non per essere ammassi sconnessi e tristi di passioni schiavizzanti! Dove sarebbe la libertà in tutto questo?

  9. Paolo Crescentini

    E noi dovremmo prendere lezioni di libertà e di rispetto del genere umano da chi si acconcia come si fa a Martedì Grasso, con la differenza che non lo fa per scherzo? Scusate, ma ci siamo rincitrulliti tutti d’un colpo? Se voglio vedere i clown, vado al Circo Orfei, grazie: almeno rido…

  10. Antonello Tebano

    Questa è l’ennesima idiozia commessa dalla presente amministrazione, l’ennesima prova del nulla programmatico a cui ci ha abituati da quando si è insediata.

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