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La strana storia del commissario del Consorzio industriale di Boiano. Fare in 60 giorni ciò che non è stato fatto in un anno

Dei Consorzi industriali del Molise quello di Boiano (indebitamente abbinato a Campobasso: il comune capoluogo non ne fa più parte) è il peggio messo. E in attesa che questo nuovo governo sempre più sedicente di centrodestra s’incarichi di varare una legge di riforma dei Consorzi, è di nuovo oggetto di una parziale attenzione da parte della giunta Toma. Che, infatti, il 3 settembre 2018, con l’intenzione di garantirne la funzionalità e l’operatività della gestione attraverso una struttura commissariale che assicuri la ricostituzione degli organi consortili ed il ripristino della regolare compartecipazione dei consorziati alla gestione dell’Ente, ha deliberato di  demandare al Presidente della Giunta regionale la nomina, precisando che la durata dell’incarico sia di 60 giorni, dalla notifica del decreto presidenziale di nomina, “per l’attuazione degli adempimenti indispensabili alla convalida dei rappresentanti dei consorziati e la consequenziale elezione del presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale di Campobasso/Bojano (ex comma 2, dell’art. 7, della L.R. n. 8 del 2004).  Al Commissario inoltre  il compito di adottare ogni provvedimento necessario per l’attuazione della legislazione regionale in materia “di distretti industriali e sistemi produttivi locali”, e perla temporanea amministrazione e gestione dell’Ente commissariato, debitamente indennizzato a carico dello stesso che, detto tra parentesi, naviga in pessime acque (finanziarie). Fin qui poco da eccepire, tranne il rilievo che viene spontaneo sul ritardo con cui si procede a mettere mano ai Consorzi industriali sollevandoli dalla condizione poco confortevole (forse inutile se non  addirittura dannosa) in cui si trovano. Ne ha parlato la giunta Frattura e, secondo regola comportamentale, non ne ha fatto niente; ancora non ne parla Toma, che di Frattura e l’espressione di continuità, limitandosi a stabilire in 60 giorni il tempo per ridare al Consorzio di Boiano la funzionalità e l’operatività gestionale mediante la convalida dei rappresentanti dei consorziati e la consequenziale elezione del Presidente. Per arrivare a questo dispositivo la giunta, su procedimento istruttorio di Luigi Sabella controfirmato dal direttore del Servizio per il controllo strategico, le riforme istituzionali e il controllo degli Enti locali e sub regionali Maria Relvini, ha preso atto che in precedenza, il 23 maggio 2017,  per lo stesso fine e lo stesso scopo, la giunta Frattura aveva nominato l’ingegnere Fabio Iuliano, e che allo stesso, dopo 6 mesi spesi inutilmente nel tentativo di corrispondere all’incarico ricevuto, gli sono stati dati altri 6 mesi di commissariato, precisamente il 17 febbraio 2018. A conclusione del secondo semestre (retribuito) scaduto alla fine di agosto, il Servizio della Relvini al commissario Iuliano ha chiesto di relazionale “…. sulle azioni poste in essere, e dunque sullo stato dell’arte, per l’attuazione delle prescrizioni ed il rispetto dei termini di cui all’art. 7, comma 2, della L.R. n. 8 del 2004, ovvero delle procedure intraprese per addivenire alla convalida dei rappresentanti dei consorziati ed alla consequenziale elezione del Presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Campobasso Bojano, al fine di dotare eventualmente quest’ultimo Ente degli Organi statutariamente previsti e per il necessario ripristino dell’ordinaria compartecipazione dei consorziati alla gestione dell’Ente”. La risposta- incredibile ma vero –  è stata racchiusa “nella impossibilità ad organizzare la ricostituzione degli organi consortili” e che avrebbe provveduto a tale adempimento,  “in collaborazione con la Regione Molise” (Sic! –ndr), solo in un semestre successivo. Due semestri andati a vuoto, ce ne vorrebbe un terzo. La giunta Toma, emula di quella di Frattura, senza battere ciglio, infatti non ha inteso mollare: è rimasta dell’avviso che il Consorzio di Boiano, che naviga in pessime acque, che non ha gli organi statutari in funzione e non si riesce a ricomporli, debba andare avanti per cui s’è reso necessario un altro prolungamento al regime commissariale. Questa volta non di altri sei mesi ma di appena 60 giorni. Il guaio in cui s’è cacciato il cronista nel riferire questa “storiella/storiaccia” è dato dal fatto che dalla delibera del 3 settembre scorso non si capisce se il prolungamento andrebbe dato all’ingegnere Iuliano, il quale dovrebbe riuscire a fare in 60 giorni ciò che non è riuscito a fare in un anno; oppure se sia stato cambiato il cavallo. Agli appassionati di rebus e della loro risoluzione suggeriamo pertanto di cimentarsi con la delibera della giunta regionale numero 430 del 3 settembre 2018. Adottare delibere del genere è un affronto al dovere della Regione alla trasparenza.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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