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La Società Autostrada del Molise è ancora in vita: emblema dell’incertezza

Il consiglio d’amministrazione della Società Autostrada del Molise è ancora in vita, nonostante intorno al 2014 avesse progettato lo scioglimento anticipato della Società che però non c’è stato perché i soci (Anas e Regione Molise) hanno rinviato la decisione, “nelle more che si effettuino gli opportuni approfondimenti”. Come tutti gli approfondimenti che riguardano realtà complesse, intrecciate di interessi e valutazioni non sempre collimanti e tantomeno opportuni, sono ancora da approfondire. Per cui Autostrade del Molise, nonostante la Regione il 22 dicembre 2014, con la deliberazione 706 abbia provveduto alla riprogrammazione dell’importo di 200 milioni di euro avuti dal Cipe il 3 agosto 2011 per realizzare l’opera stradale che avrebbe dovuto liberare il Molise dalle tenaglie dell’isolamento e collegarlo alla grande rete autostradale italiana, è ancora nel novero delle società partecipate dalla Regione: una compagnia squinternata, perfetto emblema dello squinternamento politico e amministrativo dell’Ente. Gli atti formali dicono che la Società Autostrade Molise è ancora in vita, ma sostanzialmente è stata depauperata del fine per cui era nata e, soprattutto, del finanziamento di cui era stata gratificata dal Cipe.  I duecentomilioni di euro sono stati riprogrammati e riproposti prevalentemente in chiave localistica, cioè in favore della viabilità interna e, decurtati del 15 per cento, riassegnati nell’ambito della programmazione 2014-2020. Operazione tra l’altro  che non ha trovato applicazione. Per cui, la “procedura dismissoria dell’Autostrada del Molise” resta ancora subordinata “a possibili sopravvenienze strategiche e/o programmatorie” (Sic!). Una Società quindi nel mezzo del guado in cui, peraltro, permangono anche la Società Gestione agroalimentare molisana (Gam) spa e la Società Zuccherificio del Molise spa. Ebbene, pur essendo nel guado, non avendo risolta la propria esistenza e la propria missione, il consiglio d’amministrazione ha dovuto adeguare lo statuto societario alle disposizioni del decreto legislativo del 19 agosto 2016 numero 175, cosa che ha fatto nella seduta del 25.11.2016, e di cui la giunta regionale ha preso atto a sua volta il 15 dicembre con la deliberazione 581. La storia di questa Società particolarmente invisa al governo regionale di centrosinistra in misura pari a tutte le altre società partecipate dalla Regione, sull’assunto che il capitale pubblico debba essere estraneo alle attività produttive (salvo poi il Governo Gentiloni mettere in bilancio 20 miliardi di euro per il Monte dei Paschi di Siena!), ha avuto inizio nel 2003 con la presa d’atto del progetto preliminare denominato “Itinerario S. Vittore – Termoli con la diramazione per Foggia” redatto dall’Anas e presentato alla Regione Molise il 14 aprile di quell’anno; quindi, con la costituzione di una Società  compartecipata pariteticamente da Anas spa e dalla Regione Molise, denominata “Autostrada del Molise spa”, con capitale sociale di 3.000.000 di euro, con all’oggetto il compimento e l’esercizio di tutte le funzioni ed i poteri ad essa (Società) trasferiti dal ministro delle Infrastrutture, al fine di realizzare e gestire le infrastrutture autostradali, con particolare riguardo all’Autostrada A14-A1 – tratta Termoli/San Vittore. Dal 2009 fino al 2013 il progetto è rimasto valido e le risorse per realizzarlo disponibili. Con l’avvento di Frattura sia il progetto che le risorse sono stati riveduti e (s)corretti. La disarticolazione del Molise dal 2013 ad oggi è stata impietosa. Autostrada del Molise è l’emblema dell’incertezza che avvolge e stravolge l’operato politico e amministrativo della Regione; la riorganizzazione della rete ospedaliera e della sanità regionale è il dato più inquietante per la vita e la salute dei molisani, e il Molise senza collegamenti esterni, con la viabilità interna massacrata dalle frane, dagli smottamenti e dalla permanente e irrisolta pericolosità. E in più, il primato delle circa tre ore per raggiungere Roma, attraverso l’imbuto di Venafro.

Dardo

 

 

Di Dardo

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