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Se la situazione nazionale è critica per colpa di un Governo che non rispetta gli impegni con le Regioni e con i Sindacati, quella molisana è drammatica

 

Stanno riguadagnando quota, quantunque a fatica e lentamente, le forze sindacali, dopo essere state messe all’angolo dal presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi, svuotate di ruolo e di funzioni nella dialettica tra il mondo del lavoro e il Governo. Ieri a Roma hanno dato una dimostrazione di vitalità protestando contro la paralisi in cui versano i Centri per l’Impiego in Italia, e il mancato rispetto delle intese sulla stabilizzazione dei precari in servizio da anni presso le Province. Paralisi dei Centri e mancato rispetto  delle intese: sono il vero e  unico risultato della legge Delrio che ha smantellato le Province e disarticolato le Politiche attive del lavoro (nazionali e regionali), creando caos e malintesi  sul sostegno all’inclusione attiva, sull’assegno di ricollocazione occupazionale, sull’orientamento permanente, sulla presa in carico del disoccupato, sull’inserimento mirato dei disabili e delle categorie protette, sulla certificazione delle competenze,  sulle nuove modalità di funzionamento degli strumenti di sostegno al reddito come Naspi, Asdi, la Dis –Coll.  I contratti di solidarietà e la cassa integrazione vanno a picco, non avendo il riferimento dei Centri per l’impiego. Nel Molise tutte le voci appena elencate sono accompagnate da situazioni di difficoltà a vivere di centinaia di famiglie in cui non c’è più reddito di lavoro, e di centinaia  di cittadini (disabili, emarginati, in povertà) che meritano di essere assistiti e non lo sono dopo che la Regione, per sovrappiù di caos, ha deciso di trasferire alla direzione generale per la Salute le competenze delle politiche sociali. Sull’inserimento mirato dei disabili e delle categorie protette s’è creato addirittura lo spazio per l’intervento della magistratura! Del tutto pleonastico sottolineare, pertanto, che il presupposto di base delle attività socio/assistenziali è l’efficienza operativa dei Centri per l’impiego. Averli praticamente disattivati, e il personale lasciato nel limbo del’incertezza, è stata un pessima scelta. Ma non è la sola, in questa transizione riformista, a dare impulso al sindacato nel trovare il bandolo della matassa. La manifestazione di Roma è un messaggio abbastanza chiaro sulla necessita di una correzione di rotta e  di maggiore chiarezza. “Se la situazione nazionale è critica per colpa di un Governo che non rispetta gli impegni con le Regioni e con i Sindacati, quella molisana è drammatica”.  Il virgolettato è la sintesi del pensiero del consigliere regionale, già assessore alla politiche sociali, Michele Petraroia, su ciò che sta succedendo nelle sedi romane e molisane. Le annotazioni critiche nei confronti della Regione sono inappuntabili: la mancata pubblicazione del bando di 1 milione di euro per passare tutta la banca dati dei Centri per l’Impiego a un sistema unico informatizzato sta impedendo,  di fatto, la realizzazione di una rete digitale per essere in costante contatto con l’Inps, l’Inail, il ministero del Lavoro, gli Ordini professionali, i comuni, patronati, eccetera eccetera. I precari utilizzati dalle Province nei Centri per l’impiego versano in una situazione paradossale, peraltro all’esame di altri organi dello Stato, e non è affatto  chiaro come si possa garantire l’avvio del Sistema d’inclusione attiva (Sia) per i 1.800 indigenti che hanno l’obbligo in assenza dell’interagibilità tra Piani di zona e i Centri per l’impiego. A rischio quindi sono tutti gli strumenti di sostegno al reddito di cui si parla in queste settimane per i lavoratori dell’Area di crisi industriale complessa e per quelli dell’Area di crisi industriale non complessa. Infatti, per chi l’avesse dimenticato, il presupposto di ogni provvedimento passa per l’attività istruttoria, di monitoraggio, profilazione, progettazione e supporto dei Centri per l’impiego. Ma se sono nella condizione in cui li abbiamo descritti, e per le quali i sindacati  a Roma hanno alzato la voce, chi potrà mai erogare una cassa straordinaria o un assegno di ricollocazione?

 

Dardo

 

 

 

 

 

 

Di Dardo

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