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Se la serva non serve a che serve la serva?

di Giuseppe Saluppo

Strade provinciali ridotte a mal partito al pari delle Province. Ma possibile che nessuno abbia ritenuto raccogliere la richiesta di intervento del sindaco di Civitacampomarano per una frana che ha invaso la strada di accesso al paese? Un paese già martoriato che non riceve interventi nemmeno attraverso il semplice invio di una pala meccanica? E non è sempre una questione di soldi. E’ la volontà di potere operare, essere al fianco di chi opera nei piccoli centri, delle esigenze di cittadini sempre più frastornati e avviliti. Se non si può intervenire in nessun modo e maniera è il caso di andare via. Cosa si resta a fare in piedi a mantenere cariche inutili e, oltremodo, dannose per la comunità? Ed è mai possibile che tutto ciò accada in pieno 2017 in uno stato che si ritiene civile? Certo, dirà qualcuno: ma non è la sola strada provinciale a presentare problemi di frane. In Molise i casi aumentano di giorno in giorno. L’assenza, però, di un quadro d’insieme contribuisce a rendere ancora più pesante la situazione. Ma i cittadini molisani non possono essere considerati di infima serie e, soprattutto, devono potere vedere soddisfatto il diritto alla mobilità. Oggi, precluso o ridotto per lo stato di fatiscenza delle strade. Il ritornello della mancanza di soldi non può reggere. Come non si può continuare a restare senza una programmazione di interventi manutentivi. E, a proposito di Province senza soldi: cosa si resta a fare in piedi? Parafrasando Totò: “Se la serva non serve a che serve?”

 

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. C’era e c’è un progetto nazionale che dice che se i piccoli comuni limitrofi di un’area con caratteristiche simili si uniscono possono avere finanziamenti ad hoc ma spesso l’individualismo e altro portano a tenere in non cale certe direttive per poi lagnarsi, intendiamoci le lagnanze di fronte allo stato dei fatti sono sacrosante, ma se perdere un minimo di individualità porta vantaggio, perché non provarci?

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