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La saga degli incarichi: trentamila euro al commissario straordinario per il collegamento tra la Fondo valle Trigno e la Fondo valle Biferno all’altezza di Frosolone

Come volevasi dimostrare. Solo a campagna elettorale avviata, per il rinnovo del consiglio e della presidenza regionali, sarebbero disponibili soldi, progetti, programmi da mettere sotto gli occhi (immaginiamo esterrefatti) dei molisani. Una tattica vecchia quanto il cucco ma per gli smemorati e per i creduloni  è sempre un piatto gustoso da mangiare. Soldi, progetti programmi che avrebbero potuto essere spesi, presentati e programmati con qualche anno di anticipo, dando con sollecitudine una spinta alla ripresa economica e all’occupazione. Ma così facendo però si sarebbero perduti gli effetti speciali che si vogliono creare  in pieno clima elettorale quando gli animi e le passioni si accendono, diventano anche fazione e contrapposizione, e le bugie si ammantano di verità. Chi ha più cartucce spara. E in questo ad averne di più è sicuramente il governo regionale che conosciamo per aver massacrato l’economia regionale chiudendo aziende, eliminando società a capitale pubblico, riducendo i servizi sociali, rinunciando alle grandi infrastrutture (gravissimo il no all’Autostrada del Molise e alla costruzione della sede regionale), cedendo il territorio e le sue maggiori risorse naturali agli speculatori, agli inquinatori, ai distruttori dell’ambiente e del paesaggio. Basta guardarlo questo Molise piagato di cave estrattive, di pale eoliche, di frane e smottamenti, di strade provinciali impercorribili, di un surplus di ipermercati, di migliaia di cassaintegrati, di centinaia di migliaia di giovani disoccupati,  di poli industriali sempre più deserti di ciminiere, di alberghi vuoti. E ci fermiamo qui, mancando lo spazio per andare oltre nella denuncia di una gestione politica e amministrativa disastrosa. Ebbene, a fronte di questo quadro deprimente, appaiono sufficienti un paio di annunci sulla disponibilità di qualche decina di milioni di euro per interventi stradali, per dare la stura  al presidente Frattura e all’assessore Nagni di ritenersi assolti dalla colpa di inefficienza e d’incapacità a gestire il bene comune. Di fronte alla constatazione che solo a distanza di 15 anni dalla sottoscrizione dell’Accordo di programma quadro s’è creata la possibilità di intervenire a completare il terzo stralcio del  primo lotto, più il secondo, del collegamento tra la Fondo Valle Trigno e la Fondo Valle Biferno all’altezza di Frosolone, si dovrebbero cospargere il capo di cenere e non darsi meriti che non hanno. Una vergogna, che va aggiunta alla vergogna dei tempi biblici della tangenziale Nord di Campobasso e delle altre opere stradali che pendono incomplete qua e là sul territorio, formando un campionario di spreco di denaro pubblico e di responsabilità tecniche e personali mai prese in considerazione e sanzionate.  A distanza di oltre 15 anni dall’Apq, quindi, è probabile che il commissario straordinario Lino Mastronardi, nominato con provvedimento della giunta regionale e ristorato con 30mila euro per il preventivato anno e mezzo di lavoro, possa riuscire a chiudere la partita. L’ingegnere di Agnone, già responsabile dei Lavori pubblici della Provincia d’Isernia, in pensione da alcuni anni, e già dirigente pro/tempore della Regione Molise, torna a prestare la sua opera a Palazzo Vitale, debitamente pagata. Ricorrendo a professionisti onusti di anni, di esperienza e di parcelle, la Regione certo non aiuta un ricambio generazionale, né crea le condizioni per soddisfare le attese espresse dai vari ordini professionali. Anche questo è uno degli aspetti negativi di un’autarchia politica e amministrativa estranea alla realtà. Al commissario straordinario (ormai non si contano più gli incarichi commissariali distribuiti dalla giunta regionale in ogni settore dell’attività amministrativa: si hanno agli ex Iacp, all’ex Ersam, all’Arsiam, all’Arpam, alla Molise Acque, ai Consorzi industriali, alle Comunità montane eccetera eccetera) per il collegamento tra la Fondo Valle Trigno e la Fondo Valle Biferno all’altezza di Frosolone è stato chiesto di svolgere azioni straordinarie tipiche della funzione, per la velocizzazione delle procedure di progetti incagliati; l’esercizio di tutti i poteri, ivi compresi quelli sostitutivi, di competenza della stazione appaltante; la definizione delle riserve e di ogni contenzioso in essere, attraverso l’individuazione di motivate ipotesi solutorie; la definizione, la liquidazione e il pagamento dei crediti, mediante adozione di tutti gli atti finanziari necessari ed ogni altra attività individuata mediante direttive ed atti di indirizzo regionali, nonché le funzioni di Responsabile unico del procedimento  (Rup), di collaudatore tecnico-amministrativo e revisore contabile, per quanto applicabili, al fine di rendere funzionali i tratti stradali interessati dall’intervento. Che Dio gliela mandi buona!

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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