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La Regione ha riassunto le competenze in precedenza delegate alle Province

 

A smontare le Province, a svuotarle di compiti e di finalità, a renderle uno spezzone della Pubblica Amministrazione tutto ancora da definire e da stabilire, a privarle di personale e di finanziamenti c’è voluto poco: una legge, detta Delrio, che si va rilevando in tutta la sua precaria costruzione e interpretazione: un inguacchio giuridico, un mostriciattolo (di demagogia) figlio dell’infatuata campagna riformista del governo Renzi. A smontarle, dunque, c’è voluto poco. Ci vuole molto, invece, per mettere ordine al disordine istituzionale che n’è conseguito. In questo contesto ordinativo si deve pertanto assumere la proposta di legge in materia di inquinamento atmosferico e tutela dell’aria approvata nei giorni scorsi dalla giunta regionale. Se ne occupava la Provincia; se ne occuperà la Regione. Una delle tante competenze trasferite per legge dello Stato (Delrio) e per legge regionale, la numero 18 del 10 dicembre 2015. Il combinato disposto in questo caso riguarda per un verso il riordino delle funzioni non fondamentali della Provincia, e per l’altro verso il riassetto organizzativo del sistema Regione. Come diciamo è venuta fuori la proposta di legge di cui stiamo parlando, che la giunta ha approvato, da sottoporre  al giudizio definitivo del consiglio regionale. Inutile dire che anche in questo caso non sono stati rispettati i tempi né le disposizioni.  La Regione si conferma ciò ch’è: un ente strutturalmente lento e arzigogolato. Ciò che ha deliberato il 30 gennaio 2017, avrebbe dovuto deliberarlo entro 150 giorni dall’entrata in vigore della legge regionale 18/2015. Comunque, meglio tardi che mai. Soprattutto quando di mezzo vi sono questioni ambientali e il miglioramento, in questo caso, della qualità dell’aria che respiriamo. Vediamoli dunque quali sono gli obiettivi che la proposta di legge si pone. Innanzi tutto la  riallocazione in capo alla Regione di tutte le competenze in precedenza delegate alle Province, per le quali il Testo Unico Ambientale individua le Regioni quali autorità competente; il riallineamento della normativa regionale alle disposizioni contenute nel decreto legislativo 155/2010 (attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa), con particolare riferimento agli aspetti pianificatori e alle misure atte a mantenere i livelli di inquinanti in atmosfera al di sotto dei valori limite, dei livelli critici e dei valori obiettivo; la riformulazione delle competenze dei Comuni in materia di qualità dell’aria, in accordo con le disposizioni contenute nel decreto legislativo sopra detto; la ridefinizione del Sistema regionale di rilevamento della qualità dell’aria ambiente; la soppressione dell’inventario provinciale delle emissioni e la rivalutazione dell’inventario regionale. Interessante è il riallineamento della normativa regionale alle disposizioni attuative  della direttiva 2008/50/ della Comunità europea. Ciò significa intraprendere misure concrete per monitorare la purezza dell’aria ambiente (o esterna) ed eliminare qualsiasi inquinante (biossido di zolfo, biossido di azoto, particolato, piombo, benzene e monossido di carbonio). Significa introdurre piani per la qualità dell’aria che correggano la situazione e piani d’azione  quali ad esempio la riduzione del traffico stradale o determinate attività industriali. Questo all’ingrosso. Nel dettaglio la direttiva stabilisce una serie d’interventi da compiersi entro  il 2020 per avere di fatto un miglioramento della qualità dell’aria che respiriamo e una maggiore salvaguardia della salute.  Siamo (l’Italia e il Molise) gravemente in ritardo. La proposta di legge cerca di recuperare. Essa si compone di 12 articoli che individuano le finalità e il campo di applicazione della legge regionale; le funzioni della Regione, dei Comuni e dell’Arpa Molise;  le procedure per la predisposizione del piano regionale integrato per la qualità dell’aria e dei piani di azione, e l’istituzione del sistema regionale di rilevamento della qualità dell’aria e per l’inventario regionale delle emissioni in atmosfera. Risposta ad una necessità (la qualità dell’aria) al limite dell’urgenza.

Dardo

 

 

 

 

 

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Di Dardo

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