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La Regione ha fretta di sistemare i dirigenti

 

La Regione, che ha sempre brillato per perdita di tempo, rinvii e dilazioni, questa volta ha fretta di mettere la dirigenza nella condizione di esprimere le proprie capacità, di prendere le redini dei Servizi appena definiti nei giorni scorsi (il 30 gennaio 2017 per la precisione). Al presidente Frattura e al governo di centrosinistra rimane  poco più di un anno dal ritorno alle urne e, come è stato detto e dimostrato, vogliono arrivarci avendo tutto l’apparato interno in piena efficienza (ed ubbidienza), vale a dire con lo scacchiere organizzativo pronto ai nastri partenza del Programma operativo regionale;  dei Fondi Fesr/Fse e del Programma di Sviluppo Rurale (Psr) Feasr 2014-2020; del Programma attuativo del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2007/2013, del Patto per lo sviluppo della regione Molise, dei finanziamenti destinati alla ripresa industriale dei nuclei di Boaino e di Pozzilli. Una montagna di soldi accortamente e strumentalmente accumulata perché fosse disponibile a ridosso, come andiamo dicendo, della campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale e della presidenza. Soldi da programmare, da mettere a bando, da promettere, da far balenare agli occhi esterrefatti di gente che aspetta la manna dal cielo. Negli oltre tre anni di governo di centrosinistra il Molise è stato ridotto a brandelli: in particolare la sanità pubblica; l’industria in special modo: lo Zuccherificio definitivamente in rovina, la Gam di Boiano in offerta, l’Ittierre in agonia; il turismo montano (Capracotta e Campitello) al disastro; il commercio soffocato da super e ipermercati ferocemente in concorrenza e taluni in grave difficoltà con altri disoccupati all’orizzonte; la cassa integrazione; la mobilità in deroga; gli ammortizzatori sociali hanno animato la cronaca in prossimità della caduta in povertà di miglia di famiglie. Sulle macerie sociali ed economiche generate  con un cinismo senza pari, nell’anno che manca alle elezioni regionali si vanno dunque mettendo a punto  i meccanismi del consenso. Tra questi, la dirigenza a capo dei Servizi appena ridefiniti seguendo il tracciato delle opportunità politiche del governo di Palazzo Vitale  più che la funzionalità dell’Ente. Il presidente  Frattura, al quale i resti del centrodestra (Iorio, Fusco Perrella, Cavaliere e Sabusco) e  i “grillini” Manzo e Federico in perenne apprendistato non hanno mai creato imbarazzo, ha campo libero e tantissimi milioni di euro da mettere  formalmente in circolo per tenere sulla graticola  le associazioni di categoria, le Forze sociali, le cooperative, gli ordini professionali, le parrocchie, le diocesi, le proloco, le compagnie teatrali, e l’intero circolo dei pretendenti storici alle sovvenzioni, università del Molise compresa. Un apparato pubblico/privato micidiale, le cui energie si attivano e prendono vigore solo quando sono irrorate di progetti e di finanziamenti. La Regione che ha sempre brillato per perdita di tempo, rinvii e dilazioni, ora ha fretta di completare l’apparato amministrativo della presidenza della Giunta regionale, dei dipartimenti e della direzione generale per la salute per rendere la macchina regionale pienamente funzionante. Il 30 gennaio 2017 ha adottato il nuovo atto di organizzazione delle strutture dirigenziali, stando bene attenta a mettere in salvo da un’eventuale concorrenza poco gradita il Servizio “Autorizzazione e accreditamento” e il Servizio “Programmazione rete ospedaliera pubblica e privata” della direzione generale della Salute, e il Servizio Autorità di Audit (vale a dire il braccio destro di Frattura, Mariolga Mogavero). Appena una settimana dopo Mariarosaria Simonelli del II dipartimento ha approvato l’avviso interno  per consentire ai dirigenti regionali con contratto di lavoro a tempo indeterminato di esprimere le proprie eventuali manifestazioni di interesse per il conferimento dell’incarico di responsabilità, a valere sulle strutture dirigenziali che fanno  capo all’apparato amministrativo della presidenza della giunta regionale, dei dipartimenti e della direzione generale per la salute, tempo 10 giorni, con decorrenza dal giorno successivo alla pubblicazione dell’Avviso sul sito web istituzionale della Regione Molise. Con l’intesa che le manifestazioni di interesse non sono vincolanti, avendo l’Amministrazione la facoltà di procedere d’ufficio, in ragione delle superiori esigenze funzionali e organizzative … di chi comanda.

Una lavata di faccia ai dirigenti, e una messa a punto dei poteri interni secondo meriti acquisiti (ed acquisibili) a giudizio del presidente Frattura e degli assessori Nagni, Facciolla e Veneziale: formazione culturale posseduta, requisiti professionali adeguati alle funzioni da svolgere, attitudine ad assumere le responsabilità connesse con le funzioni da svolgere, capacità di organizzazione del lavoro e di gestione delle risorse assegnate, risultati conseguiti nello svolgimento delle attività rilevanti agli effetti dell’incarico da conferire.

 

Dardo

 

 

 

Di Dardo

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