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La Regione dovrà dire cosa fare per assicurare la sicurezza nelle scuole

Il primo ottobre 2018 il consiglio regionale del Molise si riunirà a Palazzo D’Aimmo per discutere un solo argomento. Seduta monotematica, dunque. Come sta avvenendo sempre più frequentemente anche al comune di Campobasso e, aggiungeremmo, opportunamente. Le grosse questioni sociali ed economiche pretendono di essere discusse e analizzate con ricchezza di elementi valutativi e disponibilità di tempo, per dare modo a tutte le componenti politiche di esprimersi compiutamente. Il primo ottobre a Palazzo D’Aimmo dovrebbe accadere questo. Che sulla sicurezza delle strutture scolastiche molisane l’assemblea sia messa nelle condizioni i di conoscere come stanno le cose, i dati statistici che classificano le scuole a rischio sismico e quelle che un grado di sicurezza e di agibilità lo hanno raggiunto. Questione seria e delicata. Questione di portata nazionale certamente ma in cui le Regioni hanno diretta possibilità d’intervento. Il gruppo politico 5Stelle , applicando l’articolo 28 (secondo comma) dello Statuto regionale, ha chiesto ed ottenuto la convocazione del consiglio imperniata unicamente sullo stato di fatto in cui versano le strutture scolastiche sull’intero territorio regionale. Se non è stata una burla, una finta iniziativa, da oltre due anni dovrebbe risultare un’indagine specifica svolta sulle scuole molisane in collaborazione con la Regione Toscana in possesso di una metodologia di rilevamento di cui, appunto, si sarebbe servita anche la Regione Molise. Pertanto, se discussione ci sarà, e si spera approfondita, circostanziata e responsabile, i consiglieri regionali potranno avvalersi di quello studio e discutere su dati certi, gli unici in grado di contenere la voglia di fare dell’argomento un’occasione politica e non già una scelta programmatica, come è spesso capitato “ad ogni stormir di fronda” . Soldi sono stati spesi per la messa in sicurezza delle scuole un po’ dappertutto sul territorio nel corso degli ultimi anni; s’è parlato anche della costituzione di Poli scolastici per razionalizzare  e parametrare le nuove scuole all’andamento demografico della popolazione scolastica che si va drasticamente riducendo. In alcuni paesi abbiamo strutture scolastiche completamente vuote o sovradimensionate; altre scopertamente inagibili; altre prive di collaudi e di certificati di agibilità; altri recentemente costruiti e pertanto simicamente corrispondenti. Un quadro d’assieme composito, che va razionalizzato e coraggiosamente definito su dati certi e non più per assecondare i capricci degli amministratori locali o le pressioni clientelari degli Ordini professionali per ottenere incarichi di progettazione e gare d’appalto. Questo appartiene al passato che va radicalmente superato in favore  di nuovi indirizzi programmatici basati unicamente sulle effettive necessità. E laddove c’è da abbattere e ricostruire, deve essere  altrettanta una scelta da fare senza incertezze e tentennamenti. I 5 Stelle hanno avvertito la necessità di chiamare l’intera assemblea regionale ad affrontare in maniera aperta e concreta  il problema, e le implicazioni che esso  comporta, perché sulla sicurezza nelle scuole in una regione in cui il crollo di una scuola ha stroncato l’esistenza di un’intera generazione e della maestra che li allenava alla vita, non è immaginabile che ci possa essere una classe politica talmente irresponsabile da rifiutare il confronto e, soprattutto, di strumentalizzarlo. Il primo ottobre da Palazzo D’Aimmo dovrebbero venire fuori un messaggio realistico e proposte altrettante realistiche su come affrontare e mettere in cantiere gli interventi necessari per ridurre progressivamente e sistematicamente il rischio nelle scuole esistenti e farne un programma stabile per l’avvenire.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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