Home / Politica / La politica pensi ai problemi reali del Molise

La politica pensi ai problemi reali del Molise

Egregio direttore,
L’altro giorno sentivo parlare alcuni universitari (da premettere che non sono molto più vecchio di loro) circa le loro mire professionali o, prima ancora, i loro obiettivi di specializzazione post-lauream: la cosa che mi ha colpito è che in entrambi i casi tutti si vedevano già proiettati fuori dal Molise, e non mettevano minimamente in discussione questo assunto, trattandolo come un postulato..
A differenza di qualche decennio fa, le giovani generazioni non ci provano neanche a rimanere in regione: giusto o sbagliato che sia, questo deve indurre a riflettere, e seriamente.
Aver voluto dare spazio, negli anni, ad uffici pubblici e società di servizi in maniera oggettivamente squilibrata rispetto al reale bacino d’utenza è stata la prima vera causa di questo sfascio. Dando spazio al terziario, si sono depresse l’industria e l’agricoltura, veri volani dell’economia di qualunque regione. Che bello sarebbe vedere in giro, al termine di una giornata lavorativa, tute da lavoro piuttosto che colletti bianchi!
La seconda causa è stata. da parte di un cospicuo numero di cittadini, aver avallato le scelte clientelari di una certa politica, sperando di beneficiarne, e quindi misurando il voto da dare a questo o a quello solo in termini di tornaconto personale.
Come vede, ci siamo tutti dentro: noi privati cittadini quanto chi ci governa.
Io ci sto provando a rimanere in regione, ma con grande fatica, e probabilmente la mia sorte sarà quella di tanti altri: l’unica differenza tra me ed i giovani di cui sopra è che per un po’ io in Molise ci sono stato, non l’ho utilizzato come semplice parcheggio per poi muovere verso altri lidi.
Dovunque si vada in Italia, ci sono molisani a cui è toccata questa sorte: gente capace, teste che, rimanendo in regione, avrebbero potuto contribuire alla sua crescita, senza clientele né raccomandazioni, ma solo su base meritocratica: una base che hanno imparato a conoscere bene stando altrove.
Anziché parlare della sanità -per la quale ci sono gravissime, innegabili colpe trasversali- piuttosto che della legge elettorale regionale piuttosto che delle primarie di un certo partito, perché non ci si sofferma sui problemi reali? La risposta è perché forse, dall’alto del proprio benessere economico raggiunto più o meno con trasparenza, si pensa che il mondo inizi e finisca con il proprio micro-universo.
E’ questo che si vuole?
Qualcuno risponda, in assoluta sincerità.
Distinti saluti
Giuseppe Maria Di Gennaro

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Fanelli: “Fermiamo il governo del cambiamento…in peggio!”

“Uno scippo ai Comuni italiani, un pericoloso ritorno al passato sui vaccini, due schiaffi dolorosi …

15 commenti

  1. Condivido pienamente la tua analisi, spero che la situazione non sia irreversibile e che si possa invertire la tendenza … servono però azioni veloci e sensate.

    Non so se il tutto è nelle ns. corde (non dimentichiamoci che i politici non sono altro che l’espressione della maggioranza dei molisani).

  2. Attilio Crescimbeni

    Serve anche più intraprendenza e voglia di lottare da parte dei molisani, sig. Nino. Poi sono d’accordo con lei sul fatto che i politici sono l’espressione di chi li vota. In ogni caso, bisogna reagire, e deve farlo soprattutto chi a votare non va più o chi vota scheda nulla: rimanere silenti o lamentarsi solo fra amici non serve a nulla. E’ di questa forma di debolezza che approfittano i nostri governanti.

  3. L’articolo sottolinea egregiamente vari punti: il fatto che non si pensi neanche un minuto di rimanere in regione dopo gli studi; il fatto che tanti cittadini hanno purtroppo avallato le scelte clientelari di una certa politica; il fatto che aver privilegiato il terziario a discapito di agricoltura e industria ha impoverito non poco la regione; il fatto che chi va a lavorare fuori regione, in particolare al Centro-Nord, comincia a respirare aria diversa: un’aria non rarefatta, ma basata sulla meritocrazia, un’aria dove la politica ha un’ingerenza minima, un’aria che consente alle persone di coltivare le proprie inclinazioni. Sono temi molto corposi, che pesano sulla coscienza di tutti. Si rifletta seriamente su questo.

  4. Una regione che avrebbe potuto essere un piccolo scrigno di teste pensanti, di braccia per l’agricoltura, di fattivi ed ingegnosi operai è divenuta una sorta di Cloaca Maxima, come l’avrebbero chiamata gli antichi Romani, che ingloba tutto il peggio: clientele, enti inutili, abbandono del territorio in modo considerevole. Se il molisano non vuole essere moLLisano, deve darsi una mossa! Tutto qui.

  5. Simonetta Mori Dall'Oglio

    Anche i cittadini molisani ci mettono del loro: quando li vedi sgranare gli occhi se gli parli di questi problemi, quando li vedi indaffarati solo nelle loro vicende personali, quando li vedi ricorrere alla tecnica di Don Abbondio nella speranza vana di non avere problemi, ti cadono letteralmente le braccia.

  6. Maria Luisa Amato

    Sono letteralmente disgustata dal modo di fare politica dei nostri amministratori. Non ci sono più lo spessore culturale, la levatura morale, la conoscenza della materia che si va a trattare. C’è solo accaparramento alla poltrona e conseguente impoverimento di una regione ormai sul lastrico. Vergogna!

  7. Magdalena Palladino

    E’ proprio così: il Molise viene ormai utilizzato dai suoi abitanti come mero luogo di parcheggio, luogo dal quale andare via alla prima occasione. E la ricchezza come si crea? Le professionalità di cui questa regione si sta privando dove vanno a finire?
    Io credo che, a parte evidenti errori politici, trasversali a tutti i partiti, ci sia anche un notevole contributo dei cittadini molisani, che non vogliono o non sanno lottare per qualcosa che gli appartiene, che non capiscono o fanno finta di non capire che se non si parte a camminare, non si potrà mai dire di essere arrivati.
    Diciamoci la verità, siamo piuttosto mollicci, tutti presi dalle nostre faccende personali, tutti poco amanti della nostra regione, ed ecco i risultati.
    Se la classe politica ci percepisse come combattivi, caparbi, uniti, intenzionati a raggiungere un obiettivo, costi quel che costi, ci penserebbe due volte prima di commettere degli errori.
    Mi auguro che qualcuno, leggendo le mie osservazioni, si fermi a riflettere per cominciare a cambiare rotta.

  8. Ritengo che abbiamo dimostrato in pieno di non saperci meritare l’autonomia. Dal 1963 che cosa è realmente migliorato nella nostra regione? Le infrastrutture viarie? I posti di lavoro? L’agricoltura? L’artigianato? La qualità della vita nelle città? L’impiantistica sportiva? Il trasporto pubblico? Ognuno provi a rispondere a queste domande, in tutta onestà, e si stupirà della monotonia delle risposte che sarà costretto a dare.

  9. Annamaria Palmieri

    Ma se abbiamo gente che ha portato allo sfascio la regione, è stata indagata su più versanti, ha detto del Molise una cloaca di clientele e gente poco competente, dove vogliamo andare?
    Poi dobbiamo sentirci dire che l’autonomia va salvaguardata: che cosa si salvaguarda? Il tornaconto personale? L’arrivismo? Il territorio depauperato dalle raccomandazioni e dall’assenza di meritocrazia?

  10. Osservazioni più che giuste, sia relativamente all’inettitudine della nostra classe politica, sia quando si riferiscono al lassismo di noi cittadini. Come diceva il buon Alessandro Manzoni, il torto e la ragione non si trovano mai da una parte sola. Le proporzioni possono variare a seconda dei casi, ma non c’è mai uno spostamento solo in un senso. Per quanto riguarda le colpe dei cittadini, è naturale che se un genitore insiste perché il figlio si laurei a tutti i costi alla Bocconi per trovare subito sbocco a Milano o giù di lì, non gli ha dato neanche la possibilità di provare a rimanere in regione. Come è stato detto: la regione usata come parcheggio. Sembra quasi che ci siamo nati per sbaglio. Ma ve ne rendete conto??

  11. E’ vero che tante colpe sono da addurre alla nostra classe politica, ma è altrettanto vero che noi molisani siamo piuttosto dei moLLisani. Difficilmente abbiamo quello scatto d’orgoglio che ci consenta di riprenderci ciò che ci spetta di diritto, difficilmente lavoriamo tutti assieme per uscire dalla palude, difficilmente abbiamo quell’inventiva giusta che ci permetta di abbandonare lo stallo per dirigerci su binari più produttivi, difficilmente abbiamo quella dignità che ci porti a sopperire alle lacune di chi ci governa. In Emilia la cittadinanza ha lavorato nei containers per non far chiudere le aziende, in attesa che il Governo si svegliasse dal coma: è questo che a noi manca, perché ci manca l’amore per la nostra terra, e dunque il suo senso di appartenenza. Se seguissimo questa rotta, andremmo verso ben altri lidi….

  12. Maria Teresa Marcantonio

    Non so che cos’altro debba accadere nella nostra micro-realtà regionale per poterci dare tutti -e dico tutti, tanto a livello istituzionale che privato- una scrollata con la S maiuscola e lavorare alacremente e caparbiamente per l’uscita del Molise dal pantano.

  13. Massimo Mangialardo

    Il simbolo della inconcludenza di chi ci governa e della mancanza di iniziativa e di spirito di coesione da parte dei cittadini è Piazza Prefettura a Campobasso: il regno del nulla, il degrado culturale, la messa in cantina delle attività artigianali, vera anima della città. Vengono meno, in questo modo, ulteriori prospettive professionali, occasioni di crescita, motivi di valorizzazione di un capoluogo ormai spento.
    Poi possiamo citare una marea di esempi che sottolineano le occasioni mancate: dallo zuccherificio di Termoli, al nucleo cerealicolo di Trivento, al mancato ampliamento dell’industria chimica Momentive a Termoli per via dei campioni del partito del no a priori, al fallito decollo di un polo oleario in Basso Molise che faccia uscire dagli angusti confini regionali l’ottimo olio nostrano.
    Siamo tutti da condannare.

  14. Pierangelo Mattioli

    Disastro dei disastri. O si chiude a chiave questa regione, o si passa alla macro-regione. Non c’è una terza via.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*