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La politica non si faccia nei tribunali

di Giuseppe Saluppo

Il caso dell’assessore regionale Facciolla ha conosciuto una nuova puntata. Non entro nel merito della questione. Una considerazione, però, la faccio: il gioco della politica può diventare un reality? E, in questo reality, si può giocare come se si trattasse di Verdetto Finale? La politica, in parole povere, può essere fatta nei tribunali? Mi oppongo. Il corso della giustizia è una cosa la politica è altro. La commistione non è positivo in democrazia. E, allora, che si parli di politica, di realtà di questa terra, di cose da fare. Non si cada nella realtà virtuale. La politica abbandoni quell’insana capacità di concentrarsi solo sul proprio ombelico nell’indifferenza di tutto ciò che le sta intorno. La stampa recuperi quel ruolo sano di critica e di proposta capace di fare riflettere. Non possiamo impantanarci in queste diatribe che finiscono con il paralizzare menti e azioni. Si torni alle idee, alle strategie programmatiche, a parlare alla gente. Qualcuno ha detto che ormai da tempo la politica ha smesso di essere scienza del buon governo, per diventare arte della conquista e della conservazione del potere. Assistendo a scontri e polemiche tanto infiniti quanto distanti anni luce dalla vita reale vien da pensare, purtroppo, che forse questa sia l’unica, vera spiegazione possibile.

Di Giuseppe Saluppo

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