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La politica molisana in cerca di se stessa. Centrodestra e Centrosinistra non hanno un leader da proporre e da sostenere

 

Nel Molise la politica è giunta ai suoi più bassi livelli d’espressione. Lo abbiamo scritto e lo ribadiamo, sulla scorta delle difficoltà con cui sia il Centrodestra che il Centrosinistra tentano di arrivare ad una sintesi sulle alleanze e sulle candidature alla presidenza della giunta regionale. Un andirivieni di ipotesi e di personaggi che non danno alcuna certezza e, per giunta, aggravano il senso stesso del confronto e della dialettica tra le parti. Il Centrodestra boccheggia, sta male, stordito dalla gragnuola di colpi e contraccolpi che gli vengono dall’interno, generata in parte dai ritorni di fiamma di taluni personaggi che hanno esaurito il proprio sodalizio con Frattura e il centrosinistra; in parte dalla determinazione del già Governatore Michele Iorio a ritenersi ancora ciò ch’è stato (il leader del centrodestra vincente) e non ciò che i suoi antichi sodali vorrebbero fosse: un pezzo di storia politica molisana da collocare in archivio. La dicotomia si approfondisce col passare dei giorni e con il salire della polemica. Intanto va registrata una salutare presa di coscienza da parte del Centrodestra e del Centrosinistra: quella di non avere un leader da proporre e da sostenere, reperibile all’interno dei partiti e delle liste che preludono alla coalizione elettorale. Tanto è vero che lo schieramento di coloro che invocano un cambiamento, un innesto di energia vitale, di autorevolezza, di credibilità, di forza propulsiva, per debellare l’indebolimento strutturale dei partiti, l’involgarimento dei rapporti, la perniciosità del personalismo, la spregiudicatezza del potere (politico e amministrativo) a servizio delle proprie fortune e non del Molise, si allarga sempre di più. Ciò, dicevamo, vale per entrambi I fronti contrapposti, ma con qualche scarto in più per il Centrodestra che, infatti, pare in vantaggio in questa corsa all’uomo nuovo, al nuovo protagonista per il futuro. Le indicazioni vanno tutte in direzione del coinvolgimento in politica attiva di Enzo Di Giacomo, personaggio di rilievo nella magistratura, conoscitore, perché studioso delle dinamiche economico/sociali, delle urgenze e delle necessità reclamate dal popolo molisano, con precedenti contatti elettorali da cui ha tratto indubbiamente una maggiore duttilità interpretativa della politica locale. Condizione capestro della sua candidatura alla presidenza della giunta regionale – lo ha ribadito più volte – è la certezza di una ferrea, convinta e determinata unità di tutto il fronte politico di centro e di destra che si riconosce nella sua persona.  Rimanendo la posizione di Michele Iorio estranea a questa compattezza, va da sè il rischio di un allentamento e di un progressivo sfaldamento della determinazione mostrata fin qui all’ipotesi di avere l’adesione di Di Giacomo al progetto di rilancio. Ma come si dice: “Col tempo e con la paglia maturano le nespole!”. Percorso tracciato, ma ancora tutto da percorrere. Non vanno certo meglio le cose nel Centrosinistra, nonostante la sicumera del presidente uscente Paolo di Laura Frattura. Anche nel club molisano del “renzismo in sedicesimo” le cose non filano lisce come cercano di farle apparire. L’indice di gradimento del presidente uscente è in sistematico calo. La qualcosa sta creando perplessità e timori anche nella segreteria nazionale del Pd, che di Frattura è sostenitrice. La sortita politica del movimento Liberi e Uguali, a guida di Pietro Grasso, con il carico di personalità che la politica di sinistra prima di finire nel falansterio di Matteo Renzi, l’hanno vissuta e praticata, va considerata la proposta più densa di  progettualità e di credibilità-  Fatto dirompente nello stagno (melmoso) della coalizione che fin qui, nel Molise, ha retto la maggioranza politica di Palazzo D’Aimmo. Inoltre, la partecipazione di Mdp e di Sinistra Italiana al progetto politico di Liberi e Uguali, rafforza l’alternativa alla falsa sinistra che viene praticata nel Pd in campo nazionale e  nel Molise. Dove – è sempre utile rammentarlo – i gestori del partito di maggioranza sono un ex liberale e una ex democristiana più e più volte passati in lavatrice. Dal nuovo movimento di sinistra l’ostracismo alla riproposizione di Frattura alla guida del Molise non trova limite: è unanime, convinto e non trattabile, anche se da Roma si cercano improbabili punti di contatto e il tentativo estremo di recuperare sostegno laddove  (nel venafrano? -ndr) il sostegno nella legislatura che sta per chiudere i battenti, è stato trovato in uggia di Michele Iorio e in favore di un processo di rinnovamento con l’ingresso di nuove personalità nello scenario politico molisano. Pertanto, nonostante l’ottimismo di Frattura e, di un tono più basso, della Fanelli, sul Centrosinistra permane  una densa nebulosa, nè una schiarita s’intravede all’orizzonte. Frattanto, Liberi e  Uguali, rompendo gli indugi sta procedendo a selezionare la sua prossima classe dirigente. Con una propaggine di simpatia e interesse ad una figura femminile con ampie garanzie di capacità. A saper ben guardare, nel Molise ce ne sono alcune di valore.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Gianpaolo Libertucci

    Tutto questo è semplicemente gravissimo. Mi auguro che i molisani, una volta tanto, alzino la testa e prendano coscienza del marasma in cui è piombata la regione, di qualunque colore politico si parli.

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