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Per la Oti ultima possibilità per rilanciare il tessile

L’ultima possibilità di non far morire la OTI, è legata alla proposta di acquisizione formulata dalla Wear IT, sulla scorta di alcuni principali punti al vaglio dei Commissari di Ittierre.  La Wear IT sta predisponendo il proprio piano operativo, ex legge 181/89, per partecipare al bando di gara per l’area di crisi complessa, mirato all’acquisizione dell’intero stabilimento industriale di Pettoranello, unitamente agli investimenti materiali ed immateriali programmati e, allo stesso tempo, la stessa ha proceduto a contattare diversi importanti brand per la presentazione della propria offerta diretta all’acquisizione delle commesse per la produzione della prossima stagione. In questo contesto, nello scorso dicembre, si sono avuti diversi incontri tra il commercialista Massimo Saluppo ed Commissari della ITTIERRE in CP, dai quali è emersa una possibilità di acquisire la OTI S.r.l. da parte della Wear IT. L’eventuale acquisizione consentirebbe alla stessa di utilizzare da subito le aree a disposizione della OTI e poter programmare, al meglio, la stagione P/E 2017 a valere dal mese di Settembre.

La proposta informale elaborata per i Commissari, ha, quale suo preciso fondamento, la prospettiva immediata di mantenimento in servizio di tutti i lavoratori dipendenti -attualmente in CIGS-, con la ripresa delle attività lavorative per le collezioni Primavera/Estate 2017 e, all’attuale forza lavoro, potrebbero seguire, nel corso dell’esercizio, nuove assunzioni di lavoratori dipendenti, sulla scorta dei contratti di licenza/produzione che potranno essere sottoscritti con le Maison.  Questo il quadro sul quale il commercialista Saluppo ha lavorato per presentare l’offerta di acquisizione della OTI S.r.l..  La proposta formulata intende consentire ai Commissari della Ittierre di procedere con l’immediata escussione delle polizze rilasciate dalla Confidi Torino a garanzia delle obbligazioni della OTI/IKF -per oltre 5 milioni- e contiene anche l’acquisto dell’intero magazzino ITTIERRE in concordato preventivo (pari a circa 360.000 capi e accessori di vari marchi): se la proposta ottenesse il via libera da parte della procedura concordataria, i Commissari potrebbero predisporre il riparto definitivo delle somme dovute ai creditori, consentendo, così, di pagare immediatamente i dipendenti ed i fasonisti.  In questo contesto, il vigile e costante controllo sulla questione da parte del Presidente del Tribunale Dott. Di Giacomo, rappresenta una garanzia di legalità e trasparenza che consentirebbe l’immediata ripresa delle attività lavorative a tutto vantaggio dell’economia isernina e delle numerose famiglie che lavoravano nella ex Ittierre.

 

Di Giuseppe Saluppo

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