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La memoria storica e dei camposanti (di foscoliana valenza) quali percorsi culturali è un atto di estrema razionalità e di coraggio amministrativo

In clima sociale in cui la razionalità latita vistosamente e negli ambienti politici si rasenta il ridicolo andando avanti e indietro alla ricerca di candidati alla presidenza della giunta regionale con formule da fiera paesana (il pappagallo Cocoricò che pesca il nome dalla vaschetta), c’è qualcuno che, per contrappeso, pensa al passato, agli uomini del passato che hanno lasciato una traccia e un ricordo indelebili di sé, che hanno dato lustro e che in molti casi sono ricordati con manufatti (anche funerari) e per i quali sarebbe giusto, onesto, e corretto adottare provvedimenti e/o fare in modo che vengano in una qualche misura onorati. Introdurre una riflessione di questo contenuto in un clima sociale lepido ed evanescente è un modo coraggioso di esporsi e di esporre il proprio pensiero, le proprie idee, e di proporre una maniera pubblica che faccia di quei personaggi che appartengono alla storia locale un’occasione prevalentemente culturale. Ad introdurre una riflessione di questo contenuto, ovvero completamente estranea al clima di superficialità e di confusione generale, di ebollizione politica, è (ancora una volta) il consigliere comunale Michele Ambrosio che solo pochi giorni fa ha visto la sua idea di dedicare un parco pubblico cittadino all’8 marzo ”giorno della donna” coralmente realizzata e partecipata. Evidentemente  egli trova nei valori universali (e la memoria del passato è un valore universale) la possibilità di richiamare la collettività ad avere altra coscienza di sé, andando  a riscoprire uomini e cose che hanno dato un contributo alla identità storica e culturale locali, da cui trarre motivo di orgoglio e ragione per renderli ancora vividi nel presente. La riflessione di cui stiamo scrivendo è questa che segue e sulla quale, come è facile intuire, egli spera di arrivare ad una chiamata in causa dell’amministrazione comunale con l’obiettivo di, quantomeno, arrivare ad un censimento delle opere monumentali. Ecco la proposta di Ambrosio:  “Imbattersi in un patriota delle guerre d’indipendenze nonché ufficiale di Garibaldi, in aviatori eroi della prima guerra mondiale, in un senatore del regno o in un luminare della scienza e della medicina, o più semplicemente in un’opera dei f.lli Tucci o dell’artista Enzo Puchetti o nel cav.uff. della principessa di Lusignano. Sono solo alcune delle testimonianze storiche che la nostra città preserva all’interno del cimitero e che, al pari di altri cimiteri monumentali, ma se non altro per senso e responsabilità civica, andrebbero recuperate e valorizzate da parte dell’amministrazione comunale. Tito Barbieri, fratelli Romagnoli, Ugo Petrella e Giuseppe Altobello, sono solo alcune delle personalità che dal 1800 ad oggi hanno fatto la storia d’Italia e dato lustro al capoluogo di regione, così come sicuramente altre donne e uomini esempi di vita e di condotta, che riposano tra i viali del cimitero cittadino. Un luogo pertanto non di solo commiato, ma anche di memoria storica, di valore urbanistico, di pregio artistico, che deve essere tutelato con interventi opportuni (anche in partnership con soggetti pubblici e privati) immaginando altresì veri e propri percorsi culturali alla riscoperta di secoli di vita. In tal senso, ho interessato la presidente della commissione cultura, ad un primo approccio attraverso una specifica seduta istituzionale, per condividere un piano di lavoro ed una risoluzione da trasmettere al Sindaco e alla giunta municipale per un censimento delle opere monumentali e la loro valorizzazione”.  L’invito a riflettere sul significato della memoria storica e dei camposanti (di foscoliana valenza) è un atto di estrema razionalità, di rigore morale, di coraggio amministrativo.

Dardo

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Teresa Marcantonio

    Sono assolutamente d’accordo. Cippi funerari che commemorano persone che si sono distinte nei vari campi aiutano i viventi a ripercorrere secoli di storia, le loro peculiarità, le loro idee. Con la memoria corta non si va da nessuna parte e se siamo quello che siamo e’ anche perché qualcuno prima di noi ha compiuto gesta di tutto rispetto!

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