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La lotta all’inquinamento della Valle del Tammaro  è anche la lotta alle agromafie

La lotta all’inquinamento della Valle del Tammaro, che da tempo si sta svolgendo su più livelli istituzionali e popolari, il 31 maggio 2018 ha registrato un altro punto a suo favore nel senso che ha riassunto in una nutrita conferenza pubblica, nella cornice degli scavi archeologici di Saepinum, le migliori energie politiche, amministrative, economiche e culturali delle province di Campobasso e di Benevento, insieme, impegnate da un lato a ribadire il No alle pale eoliche sui crinali del Matese e all’impianto di compostaggio dei rifiuti solidi urbani a Sassinoro, a qualche centinaio di metri dal Molise, e dall’altro lato a studiare le soluzioni necessarie per esaltare i valori ambientali, storici, produttivi e culturali di quell’area. Punte di diamante della partecipazione sono stati il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, e il Senatore Giuseppe Lumia della Commissione Antimafia. Ma non vanno sottaciuti gli amministratori locali, gli esperti e i dirigenti sindacali e il loro contributo alla vivacità del dibattito. Il presidente di Italia Nostra nel Molise, Gianluigi Ciamarra, il responsabile Cgil Molise, Paolo De Socio, la segretaria del settore ambientale ed agroalimentare dell’Usb Molise, Rossella Griselli, il sindaco di Sepino, Paolo D’Anello, il consigliere Provinciale nonché sindaco di Spinete, Andrea Romano, si sono soffermati sulle opportunità legate all’avvio del Parco Nazionale del Matese istituito in via definitiva con legge al termine della scorsa legislatura. Il Presidente di Libera contro le Mafie del Molise, Franco Novelli, ha esposto la necessità di intensificare le attività formative e culturali per innalzare i livelli di conoscenza del territorio, di agevolare la qualità dello sviluppo e fare rete per contrastare l’infiltrazione della criminalità organizzata, in particolare fermare i traffici e le speculazioni afferenti lo smaltimento dei rifiuti, l’eolico selvaggio e le agromafie. Nicola Zacchino a nome del Comitato Civico per il Rispetto del Territorio di Sassinoro ha richiamato l’attenzione sul rischio di devastazione connesso con l’installazione di un impianto di trattamento rifiuti alle falde del Matese sollecitando l’attenzione di tutti a tutela e salvaguardia del Parco Nazionale e delle attività agricole, turistiche, culturali e zootecniche della Valle del Tammaro. L’avvocato Domenico Rotondi di Guardia Sanframondi è intervenuto a nome delle associazioni che si battono per fermare la devastazione del Matese con pale eoliche mastodontiche che vedono stravolgere l’area destinata a Parco Nazionale con viabilità d’accesso e scavi per decine di metri di profondità che rischiano di compromettere alcune sorgenti e le falde acquifere in un territorio carsico che meriterebbe di essere salvaguardato per la propria ricchezza geo-morfologica, ambientale e storica.  Il Presidente del Parco dei Nebrodi e della Federparchi, Giuseppe Antoci, sfuggito a più attentati mafiosi a Messina, ha rimarcato i benefici occupazionali, economici e sociali legati alla valorizzazione delle risorse locali, dei beni ambientali e delle produzioni tipiche e di qualità della filiera alimentare e turistico-culturale. Con ciò ribadendo che il Parco Nazionale del Matese è incompatibile con la discarica dei rifiuti di Sassinoro e con lo stravolgimento paesaggistico dell’eolico selvaggio. Il Senatore Giuseppe Lumia, dopo aver ringraziato il Sindaco di Sassinoro, il Comitato e la Rete delle Associazioni di Campania e Molise impegnate da 15 anni in una dura lotta a tutela del proprio territorio, si è impegnato ad intervenire ad ogni livello per sostenere la revoca dell’autorizzazione alla discarica dei rifiuti, la salvaguardia dell’area dall’eolico selvaggio e la necessità di accelerare le procedure istitutive del Parco Nazionale affidate alla Regione Molise e alla Regione Campania, ponendo uno sguardo anche ai rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nel Sannio e in Molise. A tal proposito si è impegnato ad intervenire direttamente con il nuovo assessore della Regione Campania per far programmare un incontro a brevissimo con una delegazione della Rete dei Comitati, chiedendo però alla Provincia di Campobasso, ai Sindaci presenti e alle forze sociali del Molise di sollecitare a loro volta la nuova amministrazione regionale in tal senso. Questo è stato l’unico punto dolente all’interno di una giornata densa si tensioni positive, di progettualità e di impegno sociale. La Regione Molise: il convitato di pietra che tutti si aspettano diventi un convitato attivo e producente sul versante della salvaguardia dei valori ambientali, storici, archeologici ed economici della Valle del Tammaro e di tutti i luoghi in cui la speculazione cerca di impadronirsi del destino delle popolazioni locali.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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