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La guerra dell’acqua. Non facciamocela fregare

di Giuseppe Saluppo

Attenzione. Ci vogliono fregare anche l’acqua. Venerdì in Consiglio regionale approda la proposta di legge di istituzione dell’Egam. Un Ente che obbliga i comuni a prendervi parte e che nella sua missione (recondita) alligna  la progressiva privatizzazione del servizio idrico e, quindi, una lauta mancia al capitale privato che sull’acqua sta organizzando forse il più grande business del secolo, più del petrolio. Sulle perdite d’acqua dalle reti di distribuzioni nei comuni  e sulla derivazione da parte delle regioni contermini si può scrivere un pesantissimo atto d’accusa contro  gli amministratori locali e regionali e indicarli al pubblico ludibrio per la indifferenza che pongono al problema. Che non è di oggi, ma si trascina da decenni. Allora, perchè, non è stato riaperto il confronto con la Campania, la Puglia e l’Abruzzo sulla derivazione dell’acqua molisana nelle rispettive tubature per vedere, finalmente, i milioni di metri cubi d’acqua sorgiva dati altrove, diventare una posta attiva del bilancio regionale? Perchè, si è lasciata andare la centrale di Auduni che pompa acqua dal Biferno per la Campania con quali costi e pagati da chi? Perchè, Molise Acque ha crediti non esigibili in bilancio per 40 milioni di euro e non è stato mai attuato un piano di rientro graduato? Perchè, oggi la nascita dell’Egam quando potrebbe svolgerne le funzioni Molise Acque, custode del patrimonio idrico, con la garanzia che l’acqua continui a restare ai molisani così come è stato fino ad oggi? Quanti interrogativi. Troppi. Lo stato delle cose può essere considerato uno sberleffo politico e amministrativo al quale i molisani sono costretti a sottostare a causa dell’inerzia politica di chi li amministra oggi, al pari di chi li ha amministrati ieri.  Ma non è che l’intenzione inconfessata, ma trasparente,  è volgere le potenzialità naturali e le risorse, compresa quella idrica, ad affari?

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. Lottare cari molisani perché se non lo fate vi ritroverete a pagare sempre di più con il rischio che niente cambi e che le criticità degli acquedotti colabrodo rimangano tali “nei secoli”. E ricordate che c’è stato un referendum in cui si è chiesto che l’acqua pubblica rimanga tale

    • Non mi sembra che la lotta e soprattutto la coesione sociale siano una prerogativa di noi molisani. Sembriamo delle monadi, stiamo affondando nell’individualismo, sembra che ci debbano illustrare graficamente che cosa è un problema. Ecco perché abbiamo perso tante battaglie…

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