Home / Sport / La gradita ripresa della nostra squadra riaccende le speranze dei tifosi Ma attenzione a non fare progetti troppo ambiziosi

La gradita ripresa della nostra squadra riaccende le speranze dei tifosi Ma attenzione a non fare progetti troppo ambiziosi

di GENNARO VENTRESCA

Le tristi maglie grigie hanno passato la mano alle squillanti divise gialle. Almeno nell’aspetto formale siamo più allegri dell’anno passato. In cui, in punta di verità, la nostra classifica, nonostante l’opulenta campagna acquisti e l’arrivo del Mourihno della D, era più magra di quella attuale. Poi, anche col cambio del “manico” (via Cappellacci, al suo posto Favo) e una mezza rivoluzione tecnica, molti celebrati acquisti furono rottamati, al loro posto giunsero alcuni elementi più complementari al resto della squadra, le cose andarono nettamente meglio. Nonostante quelle maglie un po’ così che un giovane disegnatore aveva pensato dovessero fare colpo. Come un altrettanto giovane e ambizioso musicista aveva pensato di  comporre con successo  il nuovo inno rossoblù. Senza tenere conto che l’orecchiabilità di “ E la dumeneca a Campuasce” difficilmente verrebbe battuta anche da Morricone e Nicola Piovani messi insieme.

Il successo di Vasto, contro la capolista pro-tempore, come credo a breve termine finirà  anche il solitario primato dell’Agnonese, ha fatto rialzare la cresta almeno a una parte del popolo rossoblù che, quasi a comando, aveva mollato i pappafichi. Lasciando vuoti i gradoni di Selva Piana.

Ora, però, non confondiamo le lingue. La nostra squadra era e rimane di seconda o forse terza fila. Quindi niente illusioni. Altrimenti si rischia di rovinare quel poco di buono che è stato fatto sin qui. Bisogna prendere atto che quello in corso va definito come un campionato di transizione, durante il quale Aliberti ha tutto il tempo per ripianare i debiti e gettare le basi per un futuro più ambizioso.

Chi pensa che, dopo aver superato con merito la Vastese adesso siamo in grado di metterci sotto tutte le squadre che la domenica ci si pongono di fronte ha sbagliato palazzo. Tanto per usare una colorita espressione napoletana che Totò ha reso famosa.

C’è del buono nella nostra formazione. Niente male il portiere Palumbo, i centrali di difesa hanno trovato nel giovane campobassano Martinelli e nel simpatico spilungone Torvic due affidabili rinforzi; Kimpala ha conquistato tutti con le sue incursioni e l’eleganza; c’è poi Meduri che sembra di un altro livello rispetto alla media del girone; stanno crescendo Voltasio e Grazioso; segna gol furbeschi il piccolo Fioretti che sembra la copia di Carraturo; scorrazza come un cerbiatto su tutto il fronte d’attacco il leggiadro Soundant. Non riesce ancora a ingranare l’esperto Improta, privo di gol e peso e il terzino De Matteis che stranamente viene preferito al giovane Corbo.

 

Di Virginia Romano

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