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La Festa dell’Emigrazione molisana per non dimenticare

Cade il 6 dicembre di ogni anno, la Festa dell’emigrazione molisana. Cade, anche in ricordo del 6 dicembre 1907 con la disgrazia nella miniera di Monongah. Ha un profondo significato, la terza edizione della Festa dell’emigrazione molisana. Innanzitutto, perché nella storia italiana e nella coscienza collettiva l’emigrazione è esperienza in gran parte rimossa,  esorcizzata, cancellata dall’orizzonte del vissuto e del riconosciuto come segno profondo di connotazione identitaria. Le vicende private non sono diventate narrazioni pubbliche e la stessa letteratura storiografica è stata fino a qualche anno fa poco attenta a questo fondamentale capitolo della storia del nostro Paese. Poi, perché è l’occasione per essere vicini ai giovani per fare comprendere appieno quella storia e la necessità di guardare il mondo con occhi diversi. Così, la terza Festa dell’emigrazione molisana, all’ex Gil di Campobasso ha visto proprio i giovani protagonisti. Un concorso vinto dall’Istituto ‘Giordano’ di Venafro, con il video ‘Radici molisane’, arrivato al primo posto, davanti ai lavori del ‘Manuppella’ di Isernia e dell’istituto ‘Pertini-Montini-Cuoco’ di Campobasso’. Per i ragazzi di Venafro il premio è rappresentato da un viaggio a Bruxelles con visita al Parlamento europeo, organizzato in collaborazione con l’europarlamentare molisano Aldo Patriciello. Per le altre due scolaresche premi da 1.000 e da 500 euro per l’acquisto di tecnologia, messi a disposizione dalla presidenza del Consiglio regionale. “Orgogliosamente molisano, il nostro slogan – ha detto il presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Cotugno – perché vuole significare la realtà e le radici di un popolo anche e, soprattutto, di quello che vive fuori dai confini regionali. E’ un momento significativo per la piena rappresentanza del Molise e dei suoi interessi. Non è un caso, allora, che abbiamo inteso nominare i quattro Ambasciatori del Molise per questa edizione: Premi quest’anno assegnati a Giampiero Castellotti, romano con nonni molisani, giornalista e presidente del circolo cuturale ‘Forche Caudine’ di Roma; Michele Castelli, docente universitario e studioso dei comportamenti linguistici degli italiani in Venezuela, residente a Caracas; il contrammiraglio e scienziato Michael Iademarco, americano, premiato dal Vietnam per il suo impegno contro l’Aids e Teresa Iarocci Mavica, originaria di Bonefro ma residente a Mosca, dove con Renzo Piano ha dato vita a ‘Ges2’, importantissimo centro di arte contemporanea a due passi dal Cremlino. Lo scorso anno il premio fu conferito, tra gli altri, all’attore molisano Elio Germano. Altri riconoscimenti andranno a 10 eccellenze molisane, che nel 2017 si sono distinte a livello nazionale ed internazionale. E’ il Molise che Orgogliosamente va avanti”. Nel corso della manifestazione, si sono alternati momenti musicali a ricordi e il caporedattore Rai, Francesco Giorgino, ha sottolineato l’esperienza dell’emigrazione e ha spronato i giovani presenti in sala a cimentarsi sempre più con l’esperienza  dei loro avi. Inaugurata, anche, una Mostra tematica dell’Emigrazione curata dalla professoressa, Rosa Socci.

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Domiziana Mangilulfo

    E’ una storia da non dimenticare perché in tanti, loro malgrado, sono stati costretti a fare la valigia allontanandosi dai loro affetti, dalla loro cultura, dalle loro tradizioni, dalla loro identità; perché buona parte delle scelte socio-economiche a livello locale e nazionale sono state sbagliate; perché non si è voluto far prevalere il criterio della coesione, del lavorare insieme per riscattarsi; perché chi si è arricchito alle spalle degli altri è diventato sempre più ricco.
    E’ giusto ricordare questo, non fare di un tema così triste -segno della sconfitta di noi molisani in ambito socio-economico- un’occasione per mettersi in mostra o fare quattro risate.

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