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La direttrice del Terzo dipartimento regionale Mariarosaria Simonelli nominata reggente del Secondo a seguito delle improvvise e irrevocabili dimissioni di Alberto Manfredi Selvaggi

 

E’ difficile, di primo acchito, trovare un  nesso logico all’affermazione della giunta regionale  che ritiene la direzione del Secondo dipartimento “un ruolo di particolare rilevanza strategica in relazione alle politiche finanziarie e di bilancio, nonché in ordine alla promozione dello sviluppo e del coordinamento del sistema organizzativo dell’Ente”, per poi affidarla, sebbene in regime di reggenza temporanea, alla direttrice del Terzo dipartimento che, come raccontano le cronache e come ha rilevato non senza stupore il consigliere regionale Michele Petraroia, a differenza dei colleghi degli altri dipartimenti regionali, non avrebbe preso la titolarità del ruolo dal primo settembre, come avrebbe dovuto, e per oltre un mese e mezzo il sito non ha pubblicato alcun provvedimento, in evidente carenza di attività. La direttrice del Terzo dipartimento regionale, che riguarda le politiche di sviluppo e i servizi alla persona,  solo da qualche giorno, precisamente dal 21 ottobre 2016, è riuscita a pubblicare 6 provvedimenti a sua firma, peraltro di scarsissima rilevanza (la liquidazione della seconda mensilità relative all’attuazione del programma  “Vado e Torno” di Garanzia Giovani,  e l’ampliamento di una cava  per l’estrazione di materiale calcareo). Ebbene, come abbiamo fatto cenno, la giunta di Palazzo Vitale, il 21 ottobre, ha deliberato di assegnarle la reggenza del Secondo dipartimento , rinviando a un successivo atto l’individuazione di un nuovo incaricato, in posizione di titolarità. La reggenza è stata determinata dalle dimissioni, secche e improvvise, di Alberto Manfredi Selvaggi, sulle cui motivazioni si sono svolte le più svariate ipotesi e circostanze, strettamente tenute al coperto.  Ed hanno fatto tanto più scalpore, in quanto il Secondo dipartimento era parso il più dinamico, prolifico e incisivo, a fronte della tabula rasa del Terzo. Di dimissioni improvvise e irrevocabili, la giunta regionale del Molise ne ha dovute prendere atto diverse volte  nel corso della sua gestione del potere, indice delle difficoltà che trovano i collaboratori esterni con la schiena dritta ad adattarsi al “sistema” in auge all’Ente. Alberto Manfredi Selvaggi, dirigente dell’Asrem di Campobasso, aveva risposto all’avviso interno finalizzato all’acquisizione delle manifestazioni d’interesse da parte dei dirigenti regionali al conferimento degli incarichi di direttore di dipartimento; Mariarosaria Simonelli, a sua volta, ha risposto all’avviso pubblico per la formazione di un elenco di candidati idonei al conferimento degli incarichi di dipartimento e, ad entrambi, in quanto inclusi nell’elenco degli idonei, il 12 agosto 2016 sono stati conferiti gli incarichi di direzione rispettivamente del Secondo  e del Terzo dipartimento, con decorrenza dal primo settembre 2016. Con la non trascurabile differenza, però, che fino al 17 ottobre, giorno delle dimissioni di Manfredi Selvaggi,  il Secondo dipartimento ha dato segnali di una vivace e produttiva attività, mentre il Terzo, solo dal 21 ottobre ha iniziato a dare segnali di vita, sfornando gli atti amministrativi relativi al progetto Garanzia Giovani e all’ampliamento di una cava estrattiva, di cui abbiamo detto in precedenza. Anche in questa circostanza pertanto viene fuori il profilo di una Regione in costante condizione di precarietà, in continuo divenire sul piano organizzativo; una Regione infarcita di commissari e sub commissari, di co.co.co e di reggenze. Una Regione in fibrillazione, gestita da un governo vittima della sua eterogenea espressione di faziosità e favoritismi.

 

 

 

Dardo

 

 

 

 

 

Di Dardo

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Un Commento

  1. Vorrei chiedere all ‘ autore di scrivere in maniera leggermente più fluida. La maggior parte dei lettori,con istruzione media, dovrà leggere l’articolo più di una volta.

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