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La confusione del Consiglio regionale

di Giuseppe Saluppo

Mi accingo a raggiungere l’aula del Consiglio regionale dove sarà discussa la proposta istitutiva dell’Egam. Qualche metro prima di varcare il cancello, mi imbatto in un padre che sacramenta sui tagli adottati dalla Regione e il figlio, come altri figli, non ha più il lavoro. Un metro più avanti, un signore che ha difficoltà a rientrare nel proprio paese perchè la strada è rotta. Entro in Consiglio regionale, nella sala destinata al pubblico, e la confusione regna sovrana. Non c’è una maggioranza coesa, pregiudiziali sollevate sulla proposta di legge, non c’è un’idea di che servizio idrico assicurare ai molisani. Rinvio a martedì. C’è un Molise profondo, eccola qua la maggioranza silenziosa più bella, che si “addanna” l’anima, lavora, vorrebbe dare di più, vorrebbe cambiare le cose. Un tempo questo sentimento aveva un nome politico, si chiamava “solidarietà nazionale” che prima di diventare una formula di governo indicava la voglia di stare e fare insieme, indicava il momento magico in cui popolo e politica si incontravano anche per maledirsi ma nella certezza di poter cambiare le cose. Oggi? Torno a casa, su di un  canale televisivo si parla della segreteria del Pd e della eterna lite Salvini-Berlusconi. Ancora? E dei problemi quotidiani?  Resetto tutto per un attimo. Possibile, mi chiedo, che nessuno abbia riconnesso il sentimento di una regione addolorata ma che ha fiducia in sé e attenderebbe una politica capace di risolvere i problemi e che ha in testa che il tema del Molise, da un quindicennio, è che nessuno ha voluto bene a questo territorio, nessuna classe politica ha pensato con lo sguardo lontano e che nessuno potrà governarla senza pensieri lunghi? Tutto il resto è noia significata dal silenzio sconsolato dei molisani.

Di Giuseppe Saluppo

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