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“La Cattolica non può essere chiusa”

“In due anni alla Cattolica la Regione ha tagliato 5 milioni e mezzo di euro, portati i posti letto da 180 a 106 e, oggi, taglia ancora il budget per l’anno in corso di oltre due milioni e mezzo di euro. Così, la struttura sanitaria di Campobasso è costretta a chiudere”. Così, gli intervenuti alla manifestazione a sostegno delle ragioni della Fondazione Giovanni Paolo II alla luce del decreto del commissario ad acta, Paolo Frattura, che tagli il budget alle strutture private accreditate. Si è parlato “di errore strategico da parte della Regione. Invece di dare vita e forma all’integrazione tra il Cardarelli e la Cattolica, per garantire cure e prestazioni di eccellenza per i cittadini, si va smontando il sogno per i molisani di potere contare su una struttura efficiente e in grado di garantire l’eccellenza. Invece di favorire la serenità e, dunque, garantire prestazioni di qualità si procede con i tagli che minano il sistema sanitario regionale. A chi dovranno rivolgersi i molisani per curarsi? A fronte di quali spese per le famiglie e per la stessa sanità molisana? A fronte di quali cure?”. Del resto, la Cattolica a Campobasso ha mantenuto i 480 dipendenti attraverso la riorganizzazione e l’efficientamento del sistema interno senza tagliare posti di lavoro nonostante i soldi in meno ricevuti dalla Regione Molise. Ora, però, non ci sarebbero più spazi di manovra dinanzi al taglio di due milioni e 600mila euro inferti attraverso il nuovo decreto regionale.  La struttura ha all’attivo 100 mila ricoveri, circa 5 milioni di prestazioni ambulatoriali, vanta un migliaio di  pubblicazioni scientifiche e un centinaio di progetti di ricerca.  Se chiude la Cattolica, il Molise perderà alcune specialità cliniche fondamentali , quali la cardiochirurgia, la radioterapia e molte altre. E allora bisognerà andare fuori regione per curarsi. Il presidente della Giunta regionale e commissario ad acta della sanità, Paolo Frattura, intervenendo nel dibattito ha dichiarato: “Noi lavoriamo per una sanità di qualità, appropriata e sostenibile da garantire a tutti i molisani: è il nostro obiettivo, la nostra priorità. Questa sera un confronto con i dipendenti della Fondazione Giovanni Paolo II e tanti cittadini per spiegare le ragioni di un percorso definito da tempo. Siamo qui a promuovere l’integrazione, la strada giusta per raggiungere il risultato che ci interessa, la qualità dell’assistenza. Non c’è nessun muro contro muro. Oggi siamo finalmente titolari del nostro futuro: costruiamolo insieme nella più collaborativa condivisione e nel rispetto delle regole che valgono per tutti”. Ma i tempi stringono e bisogna fare i conti con l’ennesimo taglio del budget ad anno finito. Il 22 dicembre si avrà il Consiglio di amministrazione della Cattolica chiamato a decidere il futuro del Centro in Molise.

 

Di Giuseppe Saluppo

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