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La Cassazione: “Il Comune di Bojano l’acqua deve pagarla di meno”

È stata pubblicata di recente una importante sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, la n. 27457 del 29 dicembre 2016, che ha definito irrevocabilmente una controversia pluridecennale che ha opposto, in contenziosi di molti milioni di euro, le vertenze tra il Comune di Bojano e la società Molise Acque per le forniture idriche effettuate dalla seconda al primo per la sua popolazione.

Il Comune, assistito e difeso dal prof. Giovanni Di Giandomenico e dall’avv. Bernardino Izzi, ha visto con tale sentenza riconosciute in pieno le proprie ragioni e, viceversa, respinte le pretese (per circa 8 milioni) che avanzava nei suoi confronti la società regionale.

La vicenda trae origine da una Convenzione firmata nel 1960 tra l’allora Cassa per il Mezzogiorno ed il Municipio matesino. In essa si prendeva atto che la prima aveva effettuato la captazione delle acque delle fonti del Biferno ad uso potabile da destinare a molti Comuni del Molise e, soprattutto, a quelli della Campania; che peraltro erano stati provocati danni al territorio di Bojano dalla costruzione delle opere; e che le fonti situate nel comune, erano prima utilizzate direttamente dai cittadini per uso civico.

In dipendenza di ciò si stabiliva che l’acqua fornita dalla Cassa al Comune, e da questo poi distribuita agli abitanti, sarebbe stata pagata ad un prezzo minore di quello praticato nei confronti degli altri utilizzatori. E così poi in effetti è avvenuto per tutti gli anni ’60 e ’70.

Trasferite però le opere della vecchia Cassa per il Mezzogiorno alle Regioni, per il Molise la relativa gestione fu affidata ad un ente regionale, l’ERIM, a cui poi è subentrata la società “Molise Acque” che hanno preteso, viceversa, il pagamento intero delle tariffe unilateralmente dagli stessi stabiliti.

Il Comune dapprima si è opposto addirittura non pagando e poi ha ripreso a pagare versando al gestore quanto riceveva dai suoi cittadini, secondo la tariffa scontata.

Da qui innumerevoli cause con l’ente regionale, che rivendicava invece il pagamento del prezzo intero. Il Comune ha visto le sue ragioni riconosciute più volte dal Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche di Napoli e poi, in appello, dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma.

Nonostante queste autorevoli decisioni, l’Ente si è alla fine rivolto alla Cassazione che ora si è pronunciata definitivamente ponendo termine ad ogni questione, riconoscendo che il Comune di Bojano nulla deve a Molise Acque per le annualità in contestazione.

Il prof. Di Giandomenico così ha commentato: “È una sentenza molto importante, che farà giurisprudenza. Essa risolve un enorme problema finanziario che si trascinava da tempo per molti anni del passato. Per il futuro sarebbe ragionevole che si possa trovare un nuovo accordo che porti ad un equo e stabile contemperamento delle ragioni di entrambe le parti”.

Di Giuseppe Saluppo

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