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La Caporetto della sanità molisana

di Giuseppe Saluppo

E’ scoppiato il caso. Tagliati i budget a Cattolica, Neuromed e a tante altre piccole strutture sanitarie significa la fine della possibilità di curarsi, da parte dei molisani, in questi centri. Riflessione: gli ospedali pubblici sono stati martoriati e spogliati; i servizi di base non sono stati potenziati; finanche le guardie mediche hanno conosciuto tagli ma il cittadino molisano che si sente male dove dovrà andare? Dovrà scontare l’assenza di una programmazione, di una visione d’insieme e morire e neppure in santa pace? Le liste di attesa per tutti i tipi di cura, ospedaliero e territoriale aumenteranno vertiginosamente, raggiungendo i valori tristemente esistenti già nelle strutture pubbliche. I pazienti avranno allora solo due possibilità: spostarsi in altre regioni per ricevere le cure (che saremmo in grado di poter fare in Molise con lo stesso indice di qualità e appropriatezza) o pagarsi le cure di tasca propria. Insomma, davvero un bel risultato! Il risparmio di budget ottenuto con i decreti dalle strutture sanitarie molisane, paradossalmente, verrà comunque utilizzato per rimborsare le strutture sanitarie del Centro e del Nord del Paese che avranno accolto i nostri concittadini. Ne deriva che le strutture del Centro e del Nord prenderanno soldi dal Molise ed avranno (lo fanno tristemente da sempre) ancora di più la possibilità di investire per migliorarsi e per attrarre sempre più molisani. E’ questo, da sempre, un infernale circolo vizioso che sembrava potesse essere bloccato proprio grazie all’attrazione sanitaria delle strutture private molisane. Dubbio: non è che qualche manina vuole proprio questo?  Invece di sostituire i tagli con l’efficientamento e con una vera riforma, si è arrivati al fondo del barile. Siamo alla Caporetto della sanità molisana.

Di Giuseppe Saluppo

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