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Ittierre, lavoratori in piazza il 17 febbraio

Sono esasperati gli ex dipendenti dello stabilimento Ittierre che sono senza risposte e privi di un futuro. Per questo, torneranno a manifestare in piazza a Isernia venerdì 17 febbraio. Lo avevano annunciato più volte e  ormai non hanno più nulla da perdere se non quanto ancora devono ricevere delle spettanze a loro destinate di diritto e di cui ancora non si ha riscontro. La vertenza Ittierre sembra non avere fine. Dopo la presentazione del concordato la procedura e la gestione affidata alla liquidatrice, i dipendenti in mobilità che ancora attendono le loro spettanze. La vendita dei beni che deve compensare e il ricavato soddisfare i creditori. Una mobilità che per alcuni è già scaduta e che per altri è in scadenza e scadrà . Che dire uno scenario “interessante” , da studio dei casi, quello della città di Isernia che ha visto insieme alla deceduta Ittierre, indotto principale, tante altre aziende e attività soffrire, chiudere, uffici trasferiti, scuole non sicure. Un caso da studiare non in maniera ironica ma tragico comica se pensiamo che una piccola provincia come questa poteva essere davvero gestita con poco dato che l’ITTIERRE, da sola, portava ad Isernia maison e clienti importanti, grandi marchi, flusso di economia costante e ricchezza. I “grandi capitali”, i contributi, le sovvenzioni, i fondi non servivano ai lavoratori negli anni di pieno splendore perché i dipendenti Ittierre erano la forza, il capitale. Nota ai grandi stilisti e mercati, alle pagine di moda e finanza, oggi tristemente nota per la cronaca e per il ridicolo. Le attività di Isernia vivevano anche perché viveva l’Ittierre e capita di sovente ancora incontrare in Italia e nel mondo clienti che la rimpiangono per la grande professionalità di chi ci lavorava. Oggi non c’è più, vero, bisogna guardare avanti, altrettanto vero, ma se ci fermiamo per un attimo a riflettere non possiamo non comprendere il danno, irreparabile, che e’ stato fatto, un tessuto sociale lacerato che sta provando a sopravvivere, non vivere, con il quotidiano e le mille difficoltà che non elenchiamo per dignità. Possibilità di andare via per chi le ha, di rimanere e chiedere quanto ancora spetta per chi rimane. Ecco che si fanno sentire ancora, non solo per il dovuto ma anche per chiedere, a chi di competenza, risposte sul lavoro perché, se è vero che non è un diritto pretendere il “posto”, vero e’ che e’ un diritto pretendere il lavoro sancito dalla costituzione dove la Repubblica e’,”dovrebbe”, essere fondata sul lavoro . Gli ex dipendenti Ittierre hanno ancora voglia di lavorare …non hanno mai smesso di volerlo. Un chiaro messaggio di coerenza di chi della propria professionalità ne ha fatto un cavallo di battaglia e la vuole ancora vedere riconosciuta in tutti i settori e mansioni. Il tessile e’ morto? La professionalità dei dipendenti no e si può applicare in tutti i settori.

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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