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Irrigazione Basso Molise, si profila un’altra incompiuta. Preoccupati i lavoratori. Appello al presidente Toma

E’ il Molise dei paradossi. Questa volta, lo si scova al Consorzio di Bonifica di Larino. “I lavori iniziati dal 2014 per la costruzione della condotta idrica, di collegamento tra la Diga del Lisciane ed i paesi di San Martino in Pensilis ed Ururi, volta a fornire l’approvvigionamento idrico necessario all’irrigazione dei campi, rischia di essere stoppata. Dopo aver costruito 160 km di tubazione, nei territori di San Martino in Pensilis ed Ururi, ci troviamo ad un passo dalla realizzazione dell’opera, infatti mancano solamente 7 km di tubazione, ma oggi ci troviamo a dover denunciare un accadimento singolare; infatti il Consorzio di Bonifica di Larino pare non avere intenzione di finire l’opera, motivando il diniego con l’aumento del costo delle materie prime, i tubi in acciaio, fondamentali per la realizzazione della stessa”. Così, scrivono i lavoratori della consortile Acqua Larino dinanzi al rischio di fermo lavori che farebbe saltare i posti di lavoro e vanificherebbe la realizzazione di un’opera definita, a suo tempo, strategica e finanziata per 75 milioni di euro aggiudicata, poi, all’Ati Consorzio Imprese Riunite con un ribasso del 33%. “Non possiamo consegnare alla storia l’ennesima opera pubblica incompiuta – sottolineano i lavoratori – non possiamo continuare a negare l’acqua, risorsa della quale abbondiamo e che svendiamo, a tutti coloro i quali ne necessitano e che per mezzo della quale fanno impresa creando, anche, posti di lavoro. E’ impensabile che per poche migliaia di euro un intero territorio resti privo di acqua per l’irrigazione, nonché paradossale che diversi operai restino privi del proprio lavoro, privando, di fatto, molte famiglie del reddito di sussistenza. In una Regione che vede giorno dopo giorno decrescere il proprio numero di abitanti, non si sente la necessità di ulteriore disoccupazione e di ulteriore sperpero di denaro pubblico. Pertanto chiediamo a gran voce a chi di competenza di porre rimedio a questa incresciosa situazione, affinché, finalmente, le imprese che insistono sul territorio basso molisano possano, finalmente, vedersi riconosciuti i propri diritti”. In particolare, le opere previste nell’intervento consistono nel sifone di derivazione, nella condotta premente ed in quella adduttrice che alimenta i due distretti di nuova realizzazione ed i quattro già esistenti in agro di Larino e San Martino in Pensilis per una superficie irrigata circa 7.000 ha. Data la complessità dell’opera ed il grosso investimento, parte della rete è stata realizzata con tubazioni in ghisa sferoidale. Ora, i lavoratori chiamano in causa il presidente della Giunta regionale, Donato Toma, perché intervenga a sanare l’assurdo di questa situazione che si profila.

Di Giuseppe Saluppo

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