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Iorio ‘congela’ Di Giacomo. Insorge il centrodestra

Le fibrillazioni dei giorni passati all’interno del centrodestra, in merito alla candidatura a presidente della Giunta regionale del giudice, Enzo Di Giacomo, trovano riscontro nella posizione assunta da Michele Iorio che, uscendo allo scoperto, ha sostenuto che posizioni ufficiali non ce ne siano e che, pertanto, il nome del candidato alla presidenza della Giunta potrà uscire dopo il voto delle Politiche. Una posizione, questa, che ha portato, nella settimana che va a chiudersi, i sovranisti, il consigliere Vincenzo Niro e lo stesso Mario Pietracupa a mettere in agenda il discorso del candidato alla presidenza con la richiesta a tutti i partiti che fanno capo all’area di centrodestra di esprimersi nel ribadire la scelta fatta a Roma sul nome di Enzo Di Giacomo. E che, chi non fosse d’accordo, avrebbe potuto correre da solo. Da qui la necessità di una scelta da maturare al più presto proprio per evitare possibili incrinature o rotture. Pensiero unanime all’interno dei partiti e dei movimenti che quella posizione hanno già assunto e che intendono portare avanti. Ora, però, questo retro pensiero espresso da Iorio, rimette in moto una serie di fibrillazioni politiche all’interno del centrodestra nel momento in cui l’intera area sembrava avere imboccato la strada della piena e ritrovata unità. E in molti intravedono in questo passaggio dell’ex presidente della Giunta, un tentativo di volere mettere cappello sul nome possibile del nuovo candidato

Di Giuseppe Saluppo

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3 commenti

  1. Mariella Mastronardi

    Evidentemente dal suo vocabolario è scomparsa la parola DIGNITA’.

  2. Augusto Domenighini

    Ci si augura che i molisani non abbiano la memoria corta. Altrimenti a che cosa serve lamentarsi?? Troppo comodo!

  3. La speranza è quella, Augusto, ma purtroppo il popolo italiano è una banderuola al vento. Come si fa a non capire che la “flat tax”, a parte essere una grande forma d’ingiustizia perché abbasserebbe le tasse ai ricchi, non ha coperture in un Paese dove l’evasione fiscale è a 160 miliardi l’anno? Come si fa a non indignarsi dinanzi alla corruzione istituzionalizzata che afferma che si possono fare modifiche edilizie in attesa del condono? Come si fa a non inalberarsi dinanzi all’affermazione secondo la quale dopo un certo livello di tassazione è giusto evadere, quando nessuno si è mai preso la briga di combattere l’evasione fiscale, che impoverisce e rende fortemente sperequato ed ingiusto questo Paese? Come si fa a non ricordare la tristissima, mal gestita vicenda dello Zuccherificio di Termoli, in primis mal gestita perché un certo governo regionale di qualche anno fa volle a tutti costi fare impresa? Come si fa a mettere nel dimenticatoio la stessa triste dinamica, con le stesse tristi cause, dell’ex Ittierre di Pettoranello del Molise?
    Volete bene o male a questa regione e a questo Paese? Se avete i ricordi nitidi, probabilmente le volete bene, se li avete offuscati, sicuramente gli volete male.

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