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In tantissimi ad abbracciare i Misteri

I Misteri, ancora una volta, sono riusciti a calamitare a Campobasso tantissima gente. L’edizione di quest’anno, poi, ha portato con sé una serie di anniversari che li renderanno vivi per un anno. I 300 anni della nascita di colui che li ha pensati e forgiati, Paolo Saverio Di zinno, nato a Campobasso il 3 dicembre del 1718, e per l’occasione ci sarà una seconda, seppur accorciata, uscita dei Misteri, così le manifestazioni che si avranno nell’arco di tempo fino al Corpus Domini del 2019. I Misteri di Campobasso, come una goccia d’acqua che riflette la città, assomma a una festa che ripropone il prisma della vita e dei suoi significati, la sua straordinarietà e la sua quotidianità, definisce e ridefinisce il posto di ciascuno e conferma il ruolo della comunità e dell’appartenenza. Una fiumana umana li abbraccia nel loro incedere per le strade cittadine. Il bisogno per tanti di ritrovarsi in quegli Ingegni che appartengono alla storia di Campobasso. Per tutti gli altri è il richiamo per quanti hanno bisogno di interrompere lo scorrere del tempo e la quotidianità degli eventi con questo momento di rito collettivo. La Sagra dei Misteri è così al tempo stesso un’occasione di discontinuità nel tempo, che definisce un prima e un dopo. E, mai, come quest’anno, la loro storia si imbatte nei 300 anni della nascita di Paolo Saverio Di Zinno. Colui che li ha forgiati.  Così come sono 50 anni che la famiglia Teberino ne garantisce la custodia, l’apertura del Museo, la cura nell’organizzazione. Tantissima gente per il giorno dei Misteri che segna le storie individuali e collettive come una sorta di punteggiatura che scandisce il racconto di un passato che sa di presente ed è capace già di fare pensare all’anno venturo.  Ognuno ha una riserva di memoria collegata alla festa cha ha vissuto: di quelle passate, dei cari che non ci sono più e che intorno a quei Misteri si sono stretti. Ognuno, ha uno spazio interiore di attese e desideri collegati alla festa che ci sarà il prossimo anno. Riti e gesti, simboli e significati. Una tradizione che resta, per questo, viva.

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Antonella Iapalucci

    Tradizione UNICA AL MONDO, che deve e può uscire dagli angusti spazi regionali. I campobassani abbiano meno snobismo, si rimbocchino le maniche e, in quanto parte di una comunità, operino a vario titolo per la pubblicizzazione dell’evento. Non finiscano mai di ringraziare Paolo Saverio di Zinno, e lo onorino per come effettivamente merita!

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