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In scena la demagogia politica e il tentativo di rifarsi una verginità

Consiglio comunale con un solo argomento/tema all’ordine del giorno è in programma il 21 settembre a comunicare dalla 8,30 del mattino a Palazzo san Giorgio. Disponiamoci  alla sagra della demagogia politica (perlopiù) e amministrativa intorno al differimento dell’erogazione dei fondi governativi  previsti (a Campobasso 18 milioni di euro) per la riqualificazione urbana delle periferie dei capoluoghi di regione (nel nostro caso). Non sappiamo se la delegazione parlamentare molisana in prevalenza 5 Stelle accoglierà l’invito a partecipare ai lavori consiliari, mentre sappiamo che questa è una delle rarissime volte in cui l’assemblea municipale di Campobasso ha trovato in se stessa la dignità politica e amministrativa e le motivazioni per avere di fronte gli onorevoli e i senatori del Molise alla Camera dei deputati e al Senato. Convolati per ascoltare le geremiadi dei gruppi consiliari e dei singoli consiglieri certamente eccitati dalla circostanza, e pertanto particolarmente vocati alla teatralità e al parolismo prolisso ed enfatico, in difesa (!) di un presunto diritto favorevole alle casse comunali inopinatamente soppresso dal governo gialloverde di Roma. Altre circostanze ben più pregnanti di questa del 21 settembre avrebbero preteso la presenza dei parlamentari e altre ancora quella dei regionali a Palazzo san Giorgio e non sono state colte o magari comprese (l’acume politico degli amministratori comunali, insegna la storia locale, è bloccato alle questioni di ballatoio – presidenze di commissioni, assessorati e incarichi di sottogoverno -, agli interessi particellari, ai programmi minimali di contenuto clientelare). Però nessuna occasione come questa agli occhi dell’esausta e svampita maggioranza di centrosinistra e dell’altrettanta deperita opposizione di centrodestra è propizia  per alzare la voce e dare vita alla protesta nei confronti del cosiddetto Governo del cambiamento che, in ossequio appunto alla sua intestazione, sui finanziamenti per la riqualificazione delle periferie, ha deciso  di effettuare una valutazione più attenta dei progetti presentati e per questo di rinviare al 2020 l’intera faccenda. Apriti cielo! Sindaci “Dem” e periferie in subbuglio. Disponiamoci pertanto a vedere se non la deputazione molisana, quantomeno il gruppo consiliare dei 5 Stelle sul banco degli imputati, assalito e fatto bersaglio della demagogia politica e della drammatizzazione di un’amministrazione che si ritiene essere messa in ginocchio da un provvedimento considerato ingiusto, iniquo, vessatorio, autoritario e chi più ha più ne metta. Sul piano “spettacolare”, nonostante la modestia politica dei protagonisti,  ce n’è di materiale polemico e contestatario da spendere il 21 settembre a Palazzo san Giorgio. Mai occasione più di questa, soprattutto se si considera che cade a pochi mesi dal rinnovo del consiglio comunale, si presta a fare da distrazione di massa e da cortina fumogena a un’amministrazione che si porta dietro il fardello di una lunga serie di fallimenti gestionali e programmatici, e  l’aggravamento della cementificazione urbana e della dequalificazione territoriale. Questa che si avvia a protestare contro il Governo per lo stop ai progetti per migliorare le condizioni di vita nelle periferie urbane maggiormente degradate e, in consiglio comunale, a mettere sotto tiro il gruppo 5 Stelle quale espressione locale di uno dei maggiori contraenti del Governo centrale, è  l’amministrazione che non ha presentato un progetto finanziabile dall’Ue (sbugiardando l’assessore all’urbanistica Bibiana Chierchia che aveva pronosticato “Campobasso città europea”); che non ha speso i finanziamenti della tangenziale Nord, del collegamento pedonale del Terminal con  Via Mazzini, della messa in sicurezza delle scuole, del contratto di quartiere di San Giovanni dei Gelsi, del completamento del Terminal, della seconda piscina comunale eccetera eccetera.  Progetti e soldi (decine e decine di milioni di euro) che vagano di decenni in decenni costituiscono una realtà insopportabile. Ed oggi quella stessa amministrazione vorrebbe far credere che il differimento di 18 milioni per la riqualificazione di una delle periferie di Campobasso (l’area comprende Via Garibaldi e Sant’Antonio Abate e forse è la meno dequalificata) debba essere considerata la causa e l’effetto dello stato comatoso in cui è finita la città. Tentativo disperato e  disperante di un’amministrazione comunale contrassegnata inoppugnabilmente dalla accertata e certificata incapacità a realizzare le opere finanziate, figurarsi quelle finanziabili!

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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