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In Molise, sospesi nel vuoto

di Giuseppe Saluppo

Lo spettacolo desolante di una macchina che corre all’impazzata senza sapere dove. In questi primi mesi di attività del Consiglio regionale ci si attendeva molto, considerando lo stato sociale ed economico pietoso del Molise.  Invece, nulla. Manca una strategia d’intervento e una visione in termini di idee sul da farsi. Manca in realtà una forza politica che abbia un progetto, mancano politiche di investimenti reali, c’è la totale mancanza di risposte sulla questione sicurezza e lavoro, l’assenza di un serio progetto di riforma delle istituzioni culturali che sappia proiettare le nuove generazioni verso il futuro.  La discussione negli ultimi tempi ha riguardato la discriminazione, la parità di genere, l’assessore donna in Giunta temi sicuramente importanti per la vita civile di una comunità, ma temi fondamentali come il lavoro, la mobilità, lo sviluppo socio economico sono stati messi da parte. Il vuoto.  La gente vuole stabilità che è cosa ben diversa dal posto fisso. Vuole la mattina alzarsi sapendo di potere andare a lavorare tutti i giorni, senza avere la preoccupazione che dopo alcuni giorni si possa ritrovare di nuovo a spasso, con tutto quello che comporta la precarietà del lavoro, in primis la difficoltà di creare un nucleo familiare. Temi questi che richiederebbero un’azione politica dirompente. Idee, per l’appunto, da coniugare agli obiettivi una strategia programmatica. Un Piano di sviluppo, insomma, che manca da quarant’anni. Ci sono, però, menti pensanti(?) Come sospesi, assistiamo alla creazione di un vuoto che, al contrario di ogni vuoto, stenta a riempirsi. Resta tristemente vuoto.

Di Giuseppe Saluppo

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3 commenti

  1. Il punto è proprio questo: in Molise NON ci sono menti pensanti. Ecco perché assistiamo al suo declino. Tutto davvero inspiegabile, perché persino regioni problematiche come la Campania e la Sicilia hanno qualche barlume d’intelligenza che le porta ad un lento ma graduale riscatto. Da noi il nulla più assoluto…

    • Ciao Donato, credo che il problema sia duplice, da un lato è vero quello che dici, la ns. classe dirigente, sicuramente non può essere assolutamente identificata come i filosofi politici teorizzati da Platone legittimati al governo della cosa pubblica in quanto i migliori, è lacunosa sia di idee ma anche e soprattutto di capacità di gestione; da un altro lato penso anche che questa situazione sia in qualche modo anche voluta, per creare le condizioni per perpetuare il proprio potere per tramite del clientelismo dovuto al fatto che le persone non sono libere per tramite del loro lavoro (che non c’è)… se fosse così, come credo, la cosa sarebbe ancora più criminale.

      Sono circa 35 anni buoni che in questa regione non c’è nulla:
      – manca una politica industriale;
      – manca una politica delle infrastrutture;
      – manca una politica di sviluppo culturale;
      – manca una politica di sviluppo ambientale
      – in definitiva manca una idea organica di sviluppo economico

      Il tutto ha determinato che i territori si stanno desertificando, i paesi invecchiano, nascono pochi bambini perchè buona parte dei giovani sono costretti ad andare altrove pera trovare un lavoro decente …. e un vortice negativo da cui possiamo uscire unicamente con idee nuove e vincenti, ma anche con il semplice ritornare ad una politica che deve fare l’interesse dei molti ed il bene della collettività.

      Ultima nota anche i cittadini Molisani debbono uscire dal torpore in cui sono caduti.

      • La politica ha le chiavi di volta per mandare avanti un contesto territoriale, dove per chiavi si intendono i fondi strutturali, le idee, la caparbietà, l’inventiva, lo spirito d’intraprendenza. Su questo credo che siamo tutti d’accordo.
        Dovremmo essere d’accordo, tuttavia, anche sul fatto che se i cittadini -CHE SONO PARTE PREPONDERANTE DELLA SOCIETA’, NON UN SUO DETTAGLIO- non si danno una scrollata, non si mettono insieme, non si lasciano animare dal sano afflato di voler far qualcosa per il posto in cui vivono, al male si unirà il peggio.
        Sapete forse che dopo il terremoto del 2012, che mise in ginocchio tante fabbriche emiliane, i cittadini del posto si rimboccarono le maniche. Con fabbriche distrutte o semidistrutte, decisero di lavorare nei containers o nelle proprie case per non perdere le commesse.
        A Bologna il tratto di autostrada recentemente interessato dal terribile incendio causato da un’autocisterna è stato ripristinato.
        E’ anche la gente comune che non ci sta ad attendere e reagisce per non soccombere.
        Io credo che se i molisani prendessero questa piega, fungerebbero da pungolo ad una classe politica totalmente inadeguata, ancora -nonostante tutto- legata al becero modo di amministrare la Res Publica, presuntuosa e capace persino di stizzirsi se le fai notare, pacatamente, che cosa non va.
        Da una che ci ha provato, e che quindi può arrogarsi il diritto di fare certe affermazioni.

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