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In fatto di proroghe

Rispettasse la regola che governa l’istituto della proroga, probabilmente la Regione Molise non sarebbe ciò ch’è: un ente pubblico dalle forti caratteristiche autarchiche. Un ente cui, ad esempio, con l’indebito meccanismo “della proroga della proroga ad libitum”,  è concesso di tenere in vita ininterrottamente dal 17 maggio 2006 al 30 aprile 2018 il servizio  di tesoreria e di cassa con la Bpm spa. Crediamo sia stato raggiunto un primato assoluto ma destinato ad essere battuto, visto che dal 30 aprile 2018 il servizio verrà prorogato ancora una volta fino al 30 aprile 2019.  Violando apertamente la regola che vuole la proroga essere  una soluzione eccezionale, non rinnovabile, dovuta alla dimostrata necessità di tenere in vita un rapporto, un organismo, un potere,  in attesa che vengano novellati seguendo le procedure di rito. L’eccezionalità sta nel fatto che la proroga, di regola, è esercitabile una sola volta. Alla Regione Molise questa regola, e molte altre, non valgono. D’accordo con la Regione, in questo ampio arco di tempo, si sono dimostrate tutte le autorità amministrative di controllo. Tant’è  che il 17 maggio 2006 la Regione Molise ha stipulato  con la Banca Popolare Italiana Cooperativa, ora Banco Bpm S.p.A., una  convenzione per l’affidamento del servizio di tesoreria e di cassa, per una durata di 8 anni (Sic! –ndr), ma allo scadere, adottando la deliberazione di giunta, la numero 168, del 13 maggio 2014, ha stabilito che “nelle more dell’espletamento della  gara di appalto per l’affidamento della gestione, a titolo gratuito, del servizio di tesoreria e cassa  e per l’esecuzione della gestione, alle migliori condizioni di mercato, di ogni altro servizio bancario richiesto dall’amministrazione regionale, anche all’estero, fosse prorogata di ulteriori 6 mesi,  fino alla chiusura delle operazioni di gara, a far data dal 18 maggio 2014 fino al 17 novembre 2014. Proroga più che accettabile, legata ad un tempo breve e comunque riferita all’indizione di una nuova gara d’appalto com’era doveroso fosse fatto. Prima proroga. Ma già pronta una seconda. Sempre la giunta, infatti, con la deliberazione numero 570 del 4 novembre 2014, ha deciso (questa volta senza dare una spiegazione delle ragioni che l’avrebbero indotta ad assumere quella delibera e quella decisione), ha prorogato ulteriormente il servizio fino al 31 gennaio 2015. Cioè, ha rinunciato a svolgere la gara nei 6 mesi che si era precedentemente assegnati, per rimanere legata convenzionalmente col Banco Bpm. Il tempo passa inesorabilmente e difatti arriva anche 31 gennaio 2015. Ma per la Regione Molise, che frattanto aveva prorogato per due volte il servizio di tesoreria e di cassa con la Bpm perché nel frattempo potesse espletare una nuova gara di appalto del servizio, non avendovi provveduto, venendo meno così ad un suo preciso impegno, non ha trovato di meglio che allungare la proroga in quanto “l’interruzione avrebbe comportato il blocco di tutte le attività di riscossione e pagamento poste in essere dalla Regione”. Una scusa puerile ma efficace, soprattutto ai distratti occhi di chi avrebbe dovuto guardare gli atti e il loro contenuto e ricordare alla presidenza della giunta e alla giunta stessa l’essere venute meno alla gara d’appalto, senza aver fornito una ragione plausibile. Per tappare il buco, sebbene  mai oggetto di attenzione e di controllo, la giunta regionale presieduta da Frattura e composta dagli assessori Facciolla, Nagni e Veneziale, il 23 novembre 2015, con la deliberazione 641, ha riattivato le procedure di gara  per l’affidamento della gestione del servizio di tesoreria e cassa regionali, ma solo formalmente, perché della gara manco a parlarne. Al posto della gara una nuova proroga, quella dell’11 aprile 2017 fino al 30 aprile 2018. Diamine questa volta è fatta! Chiunque l’avrebbe pensato. Ma non è cosi. Non lo è per la giunta che 13 marzo 2018 non s’è fatta scrupolo di deliberare “la necessità di assicurare la continuità del servizio di tesoreria e cassa regionale, la cui interruzione comporterebbe il blocco di tutte le attività di riscossione e pagamento poste in essere dalla Regione”. Data l’urgenza e l’indifferibilità, al fine di garantire la continuità del servizio in atto, quella stessa giunta ha deliberato di prorogare la Convenzione stipulata in data 17 maggio 2006 di ulteriori dodici mesi a far data dal 1° maggio 2018 fino al 30 aprile 2019. Ennesima presa in giro, “ nelle more dell’espletamento della gara d’appalto per l’affidamento della gestione del Servizio di tesoreria e di cassa della Regione Molise e degli Enti appartenenti al Sistema Regione Molise”. Una delle peggiori dimostrazioni di strafottenza politica e di strapotere  amministrativo. E però si faccia in modo che non lo vengano a sapere  i Collegi dei revisori dei conti e la Corte dei conti.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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