Home / Territorio / Il sottosegretario di Stato Jacopo Morrone sollecitato in difesa  del Parco naturale del Matese. La classe politica molisana dov’è?

Il sottosegretario di Stato Jacopo Morrone sollecitato in difesa  del Parco naturale del Matese. La classe politica molisana dov’è?

La  notizia è di stampo sannita e di notevole interesse per l’area matesina (versante Molise). L’ha raccolta e fatta propria (con annesso commento) la Rete dei comitati di tutela ambientale di Campania e Molise. La notizia è questa. Il sottosegretario di Stato al ministero della Giustizia, Jacopo Morrone, ha incontrato una delegazione di cittadini ed associazioni al presidio popolare di Sassinoro che da 6 mesi si batte contro l’installazione di un impianto di trattamento  rifiuti nelle vicinanze del fiume Tammaro, alle falde del Matese, area inclusa nell’istituendo il Parco naturale del Matese con legge nazionale, a ridosso del confine con il Molise e nelle immediate vicinanze di case, aziende agroalimentari e attività ricettive. Su questo sito online i lettori che lo seguono sanno dell’impegno in difesa dei valori ambientali, storici e archeologici dell’area territoriale a cavallo del Molise e della Campania  che include i centri abitati di Morcone e Sassinoro in Campania e Sepino, San Giuliano del Sannio e Cercemaggiore in Molise messi a repentaglio, con l’avallo della Regione Campania, con decine di pale eoliche sui crinali del Matese e con un impianto di compostaggio di rifiuti solidi urbani a Sassinoro, in prossimità di accertate falde acquifere e, quindi, a forte rischio inquinamento. La Regione Campania si porta dietro il peso delle scelte politiche e amministrative largamente contestate dalle popolazioni locali; la Regione Molise si porta dietro il peso dell’assenza alla riunioni in cui sarebbe dovuta essere presente per dare un proprio motivato assenso o dissenso, trattandosi, le pale eoliche e l’impianto di compostaggio, di scelte che vanno a incidere sulla qualità della vita, sui canoni economici e sui valori culturali dell’area archeologica di Sepino e degli altri comuni contigui. Purtroppo senza alcuna contestazione. Sebbene sollecitata, la Regione Molise versione centrosinistra, con Paolo di Laura Frattura presidente, e versione centrodestra (?), con Donato Toma presidente, ha fatto sempre orecchi da mercante. Evidente dimostrazione di insensibilità politica e amministrativa e di carenza culturale, che ne fanno una entità speciosamente pragmatica. Ebbene, l’impegno popolare si va traducendo in atti significativi quali la presenza a Sassinoro del  sottosegretario di Stato al ministero della Giustizia, Jacopo Morrone. In assenza di figure governative molisane, sarebbe oltremodo opportuno che partissero iniziative altrettanto significative da parte della deputazione molisana e dal sempre più sconcertante consiglio regionale. Non fosse altro per dimostrare concretamente  l’interesse, la determinazione, l’attesa che si vivono per arrivare finalmente  al Parco naturale del Matese che il versante molisano qualifica per ampiezza territoriale e ricchezza di elementi distintivi. In tal senso è la Rete dei comitati di tutela ambientale, per voce delle molisane Anna Spina, Roberta Iacovantuono ed Elisabetta Brunetti, a farsi sentire chiedendo al sottosegretario Morrone “di farsi carico nei confronti del Governo delle istanze della popolazione della Valle del Tammaro promuovendo con la massima urgenza un confronto istituzionale con tutti i soggetti interessati finalizzato ad accelerare l’iter del Parco nazionale del Matese evitando però che durante la fase amministrativa vigente vengano a determinarsi iniziative economiche incompatibili con le vocazioni del territorio e rischiose per i cittadini. Ogni ulteriore ritardo del Governo – tengono a sottolineare -, peraltro già sollecitato da mesi ad intervenire a tutela del Sannio e del Matese contro la devastazione dell’eolico selvaggio, a salvaguardia dell’acqua, della salute, delle attività produttive ecosostenibili e contro l’insediamento di impianti di trattamento rifiuti, rappresenterebbe un campanello d’allarme circa la reale volontà dello stesso Governo di accogliere le giustissime richieste delle comunità locali in lotta”. Permanendo il silenzio delle istituzioni e della rappresentanza parlamentare molisane, rischieremo ancora una volta di allungare l’elenco delle occasioni perdute.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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