Home / Politica / Il ritorno di Iorio in consiglio regionale

Il ritorno di Iorio in consiglio regionale

Se le premesse saranno mantenute, il consiglio regionale, che ieri l’altro ha affrontato e deliberato sulla sicurezza nelle scuole a conclusione della seduta  monotematica dedicata all’argomento, l’ingresso in aula di Michele Iorio dovrebbe segnare un profondo mutamento nella dialettica politica e amministrativa fin qui portata avanti dal centrodestra (?) guidato da Donato Toma. Dovrebbe finire il tempo degli equivoci, soprattutto dell’equivoco che riguarda il mantenimento in vita, da parte della giunta regionale e della presidenza, del sistema gestionale lasciato in eredità dal fallimentare governo di centrosinistra a guida Paolo di Laura Frattura.  In attesa della sentenza della Cassazione che gli ha restituito la legittimità dello scanno consiliare a Palazzo D’Aimmo, dall’esterno il consigliere Iorio ha più volte sottolineato l’incongruenza di un governo regionale appiattito sulle scelte programmatiche del governo che lo ha preceduto, soprattutto in materia sanitaria oltre che nella incapacità di accendere il motore della macchina regionale, lasciando in stand-by le risorse finanziarie dei vari fondi europei (Fesr e Fse in particolare), lasciando fuori dall’uscio della presidenza i lavoratori della Gam di Boiano e dello Zuccherificio di Guglionesi. Il ritorno alla politica attiva con il bagaglio dell’esperienza amministrativa che lo differenzia dal novero dei consiglieri neofiti e dai consiglieri volponi che hanno utilizzato il biglietto di andata e ritorno da destra a sinistra e da sinistra a destra, dovrebbe suggerire a Iorio di mettere da parte ogni prospettiva utilitaristica e personale che gli possa tornare dalla politica attiva e dedicarsi anima e corpo all’interesse collettivo, alle correzioni di cui ha bisogno  soprattutto il sistema gestionale, oltre che organizzativo della Regione, ad esprimere senza più alcuna remora di carattere opportunistico il suo punto di vista, la sua determinazione a ritagliarsi un profilo di “nobiltà politica” dopo gli affronti che la politica gli ha fatto nel corso del lungo cammino nelle istituzioni locali, regionali e nazionali, frammisti agli innegabili successi che lo hanno  elevato a rango di deputato e senatore al Parlamento italiano, assessore e presidente della giunta regionale del Molise. Lo vorrà fare? Ne sarà capace? Lo riterrà giusto per sé e per chi lo votato? Sono interrogativi cui solo Iorio potrà rispondere mettendo da parte rivendicazioni personali o progetti di rivalsa nei confronti di una compagnia scopertamente fedifraga  con cui ha convissuto per anni e che, per ultimo, lo ha ostacolato nella richiesta di essere a capo del centrodestra, sebbene politicamente inquinato, alle urne del 22 aprile scorso. Uno Iorio liberato e alleggerito dei pesi e dei contrappesi che di volta in volta lo hanno compresso in basso o elevato in alto; uno Iorio nella condizione di aprire il bagaglio delle conoscenze, dei retroscena, delle lusinghe e degli inganni per restituire a se stesso e, quindi, al consiglio regionale la capacità di deliberare secondo coscienza e conoscenza, non più sottomesso alle convenienze parziali, categoriali, personali dei potenti e dei potentati (economici) sarebbe un aiuto sostanziale a una nuova linea politica irrobustita unicamente dei valori liberali in economia, morali e costituzionali nelle scelte sociali e culturali nei rapporti tra l’istituzione e i cittadini. Uno Iorio costretto a condividere l’azione politica della giunta trovandosi dentro, costretto per quello a garantire gli accordi che sussistono in vari settori economici, produttivi e assistenziali in continuità degli accordi assunti dal centrosinistra nei cinque anni in cui ha governato, verrebbe meno come cesoia per recidere il cordone ombelicale che lega Toma a Frattura ed entrambi ai potentati che condizionano la politica e i politici.

Dardo

Di Dardo

Potrebbe Interessarti

Di Lucente: “Sul Corecom montata una storia surreale”

“La vicenda delle nomine al Co.re.com sta sfuggendo di mano. Gli attacchi e la campagna …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*