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Il Molise non smentisce la sua incapacità a utilizzare le risorse finanziarie

Abbiamo acqua in abbondanza e in gran parte la “regaliamo” alle regioni limitrofe (Lazio, Campania, Abruzzo e Puglia; abbiamo la possibilità di ottenere incentivi finanziari (contributi) di fonte europea (Por Fesr Fse Molise 2014-2020 – Azione 4.2.1.) per ridurre i consumi energetici  e le emissioni di gas che alterano il clima (climalteranti) e non li utilizziamo per quanto sarebbe utile e  possibile. Il Molise del Terzo millennio  non è diverso da quello del Secondo perché la classe politica che lo governa è anch’essa identica, e la cultura alla innovazione e al cambiamento non ha trovato e non trova supporti diffusivi validi. Pertanto è accaduto che la giunta di centrosinistra presieduta da Frattura l’8 febbraio 2018 abbia disposto l’atto amministrativo col quale,  nell’ambito del Por Molise Fesr-Fse 2014-2020 -Azione 4.2.1,  è stata approvata  la scheda tecnica contenente gli elementi essenziali dell’avviso pubblico con all’oggetto “Incentivi finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti delle imprese e delle aree produttive compresa l’installazione di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile per l’autoconsumo, dando priorità all’alta efficienza”, con una dotazione finanziaria di 3.177.028 euro. Tantissimi soldi per salvaguardare l’ambiente e sviluppare l’economia potendo gli imprenditori ricorrere alla installazione di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile. L’avviso è scaduto alle ore 12 dell’11 maggio 2018. Ebbene, degli oltre 3 milioni di euro, ne sono stati impegnati poco più della metà (1.641.784 euro) e le domande si sono fermate ad appena 29. La qualcosa dice che neanche le agevolazioni finanziare, i contributi, i vantaggi economici riescono a sollecitare la ripresa, il superamento della crisi susseguente al tracollo globale del 2008. Niente di niente. Ciò sta a significare ch’è il sistema economico molisano ad avere problemi di organizzazione e di gestione, e su questo  versante sarebbe necessario intervenire per correggere gli errori, per selezionare un management all’altezza del compito e della situazione per rafforzare il tessuto produttivo, per riaprire le serrande che sono state abbassate e le industrie anche a capitale pubblico  che hanno chiuso i battenti. A capo della piramide, naturalmente, una classe dirigenziale altrettanto rivisitata e corretta nelle sue distorsioni programmatiche e carenze progettuali. Soldi non mancano, anzi ce ne sono in eccesso se, come abbiamo visto, degli oltre 3 milioni di euro, solo poco più della metà sono stati impegnati. Ed è a questo punto che nella sua insondabile complessità il Molise s’è fatto vivo esprimendo il lato più sorprendente di esso: quello della estemporaneità, dell’improvvisazione, del ripensamento: infatti,  con la voce delle sempre più fantomatiche associazioni imprenditoriali di categoria ha chiesto alla nuova giunta presieduta da Toma di riproporre il sostegno  agli investimenti delle imprese per la riqualificazione energetica “mediante ipotesi di proroghe e/o pubblicazione di nuovi avvisi onde permettere alla più ampia platea di operatori economici di concorrere all’assegnazione delle agevolazioni”. Ciò perché sarebbe davvero delittuoso rinunciare  al milione e mezzo di euro non utilizzato dei tre e passa milioni dello stanziamento iniziale. Ha una logica tutto questo, e quale? Perché mai l’ampia platea di operatori economici non ha approfittato in prima battuta? Sono questi arcani, queste contraddizioni che invitano a considerare l’impianto politico ed economico del Molise un amalgama malriuscito, un composto non omogeneo tale, infatti, di rendersi da un lato protagonista di clamorose mancate occasioni di mettere a frutto le risorse finanziarie che gli vengono date e dall’altra rendersi protagonista “indignato” a Bruxelles a chiedere altre “risorse e rispetto”. Le associazioni hanno chiesto e la giunta ha risposto finanziando un nuovo avviso pubblico col milione e mezzo di euro avanzato e “con le ulteriori eventuali economie derivanti dall’istruttoria delle domande ammesse a finanziamento” a conclusione del primo avviso pubblico targato Frattura.

Dardo

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2 commenti

  1. Nicola De Rensis

    Qui non si tratta di contestare per il puro gusto di contestare, né tantomeno di mettersi in cattedra, perché è scontato che governare non è un’arte facile, ma c’è anche da dire che se in altre regioni certe cose sono successe e certi fondi sono stati utilizzati bene, ciò vuol dire che tutto questo è possibile. Purtroppo ci si butta in politica perché questa è divenuto un refugium peccatorum di cui usufruire soltanto a livello pecuniario, e dunque si assiste ad improvvisazioni di gente poco preparata, per niente motivata e neanche innamorata della propria regione. Molto triste.

  2. Non so se si tratti di incapacità o di un certo ” tratto caratteriale ” per cui sembra che per fare le cose c’è sempre tempo . Non si vuol capire che i treni passano anche per le imprese e chi non sale a bordo perde l’occasione. O si ha paura di progettare e imbarcarsi in una qualche novità. Poi ci si lamenta se le regioni limitrofe cercano di fare i loro interessi in danno al Molise. Un certo quantitativo di vitalità in più non guasterebbe!!!

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