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Il Molise capovolto

C’è qualcuno che possa dire di essere in grado di dimostrare che nel Molise sia in atto  una politica che sta creando “crescita e occupazione incentivando l’innovazione e la competitività e migliorando il sistema regionale di ricerca e sviluppo?”.  Se c’è si faccia avanti, metta a tacere i critici dell’attuale governo regionale, gli dia attestati di merito e lo indichi per ciò che si era promesso in campagna elettorale: il governo della ragione, della buona e sana amministrazione, della trasparenza, dell’efficienza, della volontà  creativa. Se c’è, dunque, si faccia avanti. Aiuti il presidente Frattura ad affermarsi uomo della provvidenza, calato dall’alto a sistemare i conti pubblici; ad organizzare la Regione su parametri di produttività mai raggiunti prima; a sfrondare il sistema industriale dai pesi morti delle società sostenute dal capitale pubblico; a ridare allo stesso sistema la vitalità delle capacità d’impresa dei molisani; a rimettere in moto l’economia, la produzione e l’occupazione; a rendere il Molise un territorio  accessibile e percorribile mercé  una viabilità esterna ed interna di provata efficienza; a rendere il trasporto un vettore di  mobilità di uomini e merci da e per il circuito nazionale e internazionale; a fare del Molise la meta della nobiltà turistica internazionale; a dare ai giovani un futuro praticabile, restando nell’ambito della propria terra, protagonisti della competitività, della ricerca e dell’innovazione; a proporre al mondo scientifico e culturale il patrimonio archeologico, storico e architettonico del territorio dell’Antico Sannio nella sua unicità e rappresentatività; a rendere l’ambiente naturale il serbatoio della salubrità, e il territorio il serbatoio della bellezza; a dare una mano all’università ad essere nella realtà scientifica italiana un modello da imitare (“Piccolo è bello!”); a creare energia pulita, evitando di ferire il territorio nelle sue peculiarità naturali e paesaggistiche;  a fare della produzione agroalimentare regionale un marchio riconoscibile e appetibile sul mercato nazionale internazionale; a fare della sanità molisana un polo di attrazione risolvendola dalle superfetazioni affaristiche e clientelari, quindi agile, moderna, incisiva, soddisfacente per la qualità delle prestazioni e dell’assistenza; a dimostrare come sia possibile realizzare politiche sociali che conducono al benessere e all’equità sociale;  a confermarsi, in sostanza, l’uomo della provvidenza. Se c’è, si faccia avanti. E sollevi i molisani dal peso dell’incertezza nel domani; del 40 per cento della disoccupazione giovanile; dei patimenti esistenziali dei lavoratori della filiera agroalimentare, della produzione dello zucchero e della filiera tessile e dell’automotive;  del gravissimo debito sanitario; della impossibilità per i molisani di essere garantiti nel livello essenziale d’assistenza (Lea); della disarticolazione progressiva della rete ospedaliera; della crisi/capestro al collo della produzione industriale; della vergogna di un collegamento ferroviario a singhiozzo e da terzo mondo; della pericolosità delle strade interne e della assenza di un collegamento viario rapido e veloce con le grandi arterie nazionali; della povertà che bussa alla porta del ceto medio; della perniciosa disorganicità dei servizi regionali; della persistenza del clientelismo politico dei co.co.co, delle consulenze, delle collaborazioni; della deriva privatistica delle risorse idriche (Egam: Cavallo di Troia); della incomunicabilità istituzionale e dei commissariamenti a catena; della pesantezza del vivere.

Dardo

 

 

Di Dardo

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