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Il lavoro calpestato

Caro direttore,

Ho letto di alcuni dipendenti regionali trovati a svolgere comodamente le proprie faccende personali dopo aver strisciato il badge.

Indignazione? Rabbia? Desiderio che vengano licenziati in tronco? Certo, si può provare legittimamente tutto questo, ma il punto è: se ciò continua ad accadere nonostante le denunce ed i programmi mediatici di approfondimento, vuol dire che ci si trova all’interno di un sistema malato, che permette, se non giustifica tali storture. Pochi giorni fa sentii di dipendenti di un ospedale campano che sono stati reintegrati nonostante abbiano fatto i furbetti come i molisani. E’ questo il punto: a causa di cavilli di ogni genere, di forze sindacali che difendono non tanto il lavoro come strumento di creazione di dignità per l’uomo, quanto come concetto astratto che, in quanto tale, può essere interpretato come si vuole, la zizzania continua a proliferare.

Tutto ciò che c’è di negativo all’interno di una società sopravvive perché si creano maglie, o per meglio dire connivenze, tra le sue parti costituenti, ed ecco allora assistere al perpetuarsi di ingiustizie che offendono tutti coloro i quali il loro lavoro lo amano o ne cercano uno disperatamente.

Con quale spirito questa gente si alza la mattina e guarda in faccia i propri figli? Con quale coraggio si può difendere sic et simpliciter la pletora di contesti lavorativi la cui integrità è stata minata dalla sconsideratezza di taluni?

“Il peso materiale rende prezioso l’oro, quello morale l’uomo” (Baltasar Gracian): non dimentichiamolo!

Alberto Mastrocola

Di Giuseppe Saluppo

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10 commenti

  1. Mauro D'Ambrosio

    Si parta con un licenziamento in tronco SENZA possibilità di alcun reintegro, e segnalazione, nelle liste di occupazione, di queste loro”gesta”, in modo tale che un datore di lavoro ci pensa due volte prima di assumerli. Poi vediamo se hanno la stessa spocchia e aria di sfottò. Se ci sono queste garanzie, le cose vanno decisamente meglio!

  2. Maria Luisa Amato

    Si facciano nomi e cognomi di questi parassiti e si crei una “black list” di gente che vive alle spalle della società, che non ha dignità né coscienza, che non è degna di essere chiamata persona umana. E subito il licenziamento, senza alcuna opzione benevola all’italiana!

  3. Mi auguro con tutto il cuore che questa gentucola cominci a trovare ostacoli nella propria vita, in primis attraverso il licenziamento, in seconda analisi attraverso la messa alla berlina delle loro nefandezze.

  4. Di nient’altro si tratta se non di parassiti, come gli evasori fiscali. Tutti coloro i quali hanno dovuto fare la valigia per lasciare il posto a questi mezzi uomini ringraziano.

  5. Dominic Cotti Cottini

    E poi dobbiamo difendere la regione Molise? Che cosa difendiamo, in realtà? Questa gente, che vive alle spalle della società ed è stata assunta non certo per meriti personali? Ma siamo matti? Vergogniamoci!

  6. Arianna Di Biase

    Che negli uffici regionali siedano persone che vi sono entrate per grazia ricevuta e non per trasparenti criteri di selezione è un fatto noto. Che poi vi siedano persone che, sprezzanti di tutto, fanno il comodo proprio con lauti ed immeritati stipendi, è fatto altrettanto noto. Quando la regione Molise non esisterà più come istituzione -perché accadrà, statene certi- mi farò delle grasse risate. Nel frattempo, spero sempre in un magistrato illuminato che li condanni alla sanzione più severa e ne decreti il licenziamento senza appello. La pulizia dal marciume ha sempre reso salubri gli ambienti.

  7. Maria Luisa Amato

    Recatami più di una volta in un ufficio regionale per sbrigare alcune faccende, ho trovato solo spocchia, scarsa competenza ed altrettanto scarsa voglia di lavorare. A questi uffici aggiungo quello del Territorio, fatto di molti che a stento salutano l’utente, hanno l’atteggiamento indisposto dal fatto che ci sia un cliente da servire e di cui non vedono l’ora di sbarazzarsi. Benvenuti negli uffici pubblici, benvenuti in Molise!!

  8. Annamaria Palmieri

    Esiste una sola parola che può identificare al meglio queste mezze tacche: PARASSITI. Contro i parassiti, si sa, ci sono vari prodotti, la maggior parte dei quali vincenti. Nonostante ci troviamo in un sistema malato, come ha scritto l’autore dell’articolo, ci sono comunque gli strumenti per debellare questa piaga, se solo lo si vuole.

  9. La medicina contro questa forma di parassitismo è il licenziamento, il pagamento di sanzioni e la messa al bando di gente che non dà nessun contributo alla società, ma piuttosto la manda in rovina.

  10. Domiziana Mangilulfo

    A questa gente è sempre stato concesso ciò che in un’azienda privata diventerebbe motivo di licenziamento senza appello. Se il sistema lo consente, essi ne approfittano. Da questa anomalia -o. per meglio dire, patologia- bisogna partire per curare il corpo malato, e sicuramente i benefici saranno duraturi.

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