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Il gioco dei quattro cantoni

di Massimo Dalla Torre

come volevasi dimostrare, quello che era nell’aria da tempo, si è verificato ci riferiamo alla costituzione e di conseguenza presentazione delle liste per le prossime elezioni provinciali, per non parlare delle amministrative cittadine, di questo ci riserviamo di scrivere nella prossima primavera.  Le quali, se dovessero essere veritiere, non abbiamo dubbi in merito, potrebbe vedere il semi cambio di “equipaggi” causa gli “ammutinamenti” e “molti mal di mare” che si registrano all’interno delle forze politiche. Questioni che non sta assolutamente a noi giudicare perché un detto locale dice “come ti fai il letto così, ci dormi”; ecco perchè ci auguriamo che il sonno (dei non giusti), a nostro modesto giudizio troppo, non sia agitato da  fantasmi, altrimenti rischia di non allinearsi con i principi che regolano il delicato equilibrio delle cose, e questo per il bene della collettività molisana è da scongiurare. Ci siamo “arrogati” il diritto di esternare queste poche considerazioni, in nome e per conto dell’elettore, perché lo sconcerto è sempre più palese. Sconcerto, disorientamento, sfiducia che sicuramente fa da pendant con  le metamorfosi, non quelle di Ovidio né tanto meno di Kafka, che sicuramente porteranno allo sconvolgimento del mondo politico locale. Situazione che, non sappiamo fino a che punto possa giovare, a chi sta pensando di metterle in atto. Un giovamento, a seconda le circostanze, almeno, questo è quello che crediamo, dovuto essenzialmente a una presa di coscienza di chi è arrivato in cima e si rende conto, forse, che il terreno sta cedendo e causerà una caduta vertiginosa. Con questo, non auguriamo a nessuno di precipitare rovinosamente. Una caduta, dicevamo, che potrebbe essere evitata solamente se si mettessero da parte i troppi “personalismi” che rappresentano il vero nodo che, non permette assolutamente il decollo della politica, quella con la “P” maiuscola nel Molise; ecco perché abbiamo titolato  l’articolo prendendo a prestito un gioco non più in auge, non per dileggiare nessuno, ma perché la situazione che si è venuta a creare ci ricorda molto da vicino il gioco dei quattro cantoni dove c’era qualcuno meno lesto degli altri che non riusciva a occupare lo spazio angolare. Un gioco che, nella fattispecie, questa è la cosa, forse più preoccupante, mostra pressapochismo, arroganza, presunzione e approssimazione di chi lo gioca. Un gioco che Machiavelli maestro di arguzia e sagacia politica commenterebbe in questo modo: “Ia precarietà delle istituzioni trae origine dai continui sconvolgimenti delle situazioni che introducono una variabile di imprevedibilità. Ecco perché la prima condizione per governare è quella di capire le situazioni che scaturiscono; cosa che non implica una visione deterministica, ma indica ciò che è obiettivamente dato indipendentemente dalla volontà e dal raggio d’azione qualunque esso sia”.

 

Di Giuseppe Saluppo

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