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Il delirio di impotenza

Trovato il nome del candidato alla presidenza della Giunta regionale per il centrodestra ed ecco spuntare le solite liti da cortile, da comari. Piccole frange e vecchi e arrugginiti arnesi della politica che leggono complotti, vedono accordi di non si sa quale natura. Perché? Perché la politica la si vuole leggere come interesse di bottega, di fazione. Non come alto momento di proposizione e programmazione ma come risentimento. Non è politica questa. Anzi, è quella sonoramente schiaffeggiata dalle urne alle scorse elezioni politiche. Un voto contro lo schifo generale, di disprezzo. Oggi, c’è ancora chi ritiene di continuare a dovere insistere nella logica del risentimento, della demonizzazione a tutti i costi di un avversario che non c’è praticamente, più. Sulla vecchia linea del rancore e del rifiuto. E chi non segue questa strada, peste lo colga. Cosicchè, dinanzi all’avanzare dell’incompetenza (vista come purezza) e dell’inesperienza (vista come candore), si vorrebbe far trionfare il delirio d’impotenza o di autosufficienza. Altro che programmi, piani e strategie per rilanciare il Molise. Sembra che qualcuno persegua il binario morto.

Di Giuseppe Saluppo

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