Home / Politica / Il consiglio regionale è stato convocato il 26 giugno 2018. Un solo argomento è già certo: il mantenimento dello Sportello decentrato dell’Ufficio territoriale di Termoli a Larino

Il consiglio regionale è stato convocato il 26 giugno 2018. Un solo argomento è già certo: il mantenimento dello Sportello decentrato dell’Ufficio territoriale di Termoli a Larino

Al momento in cui stendiamo questa breve nota un solo argomento è già certo verrà discusso al consiglio regionale del Molise convocato dal presidente Salvatore Micone il 26 giugno 2018, e riguarda lo Sportello decentrato dell’Ufficio territoriale di Termoli presso il comune di Larino dove, appunto, è in attività, ma rischia di essere smantellato,e con esso smantellata l’opera di assistenza e informazione fiscale. Ancora una volta dunque il consiglio regionale è costretto a prendere atto  che il dissanguamento dei servizi all’utenza, di qualsiasi natura pubblica e funzionale si tratti, continua e il Molise rischia di finire esanime. Ancora una volta c’è da tamponare, da contenere e mai da aggiungere alcunché in fatto di dotazione di servizi pubblici.  Il presidente Micone di questa questione e della necessità di porla al vaglio dell’assemblea di Palazzo D’Aimmo ne ha parlato ai capigruppo consiliari mettendo in risalto la rilevante funzione svolta dallo Sportello ai cittadini di Larino e dei comuni limitrofi, altrimenti costretti a cercare altrove ciò che hanno sul luogo. E’ l’immagine ormai consolidata del Molise che cede ai tagli, alle riduzioni, alle privazioni in nome di una non mai finita necessità di ridurre la spesa pubblica, quasi che fornire servizi al popolo debba ritenersi un’opzione e non già un dovere. Coi capigruppo Micone ha discusso di questo, ricevendo l’unanimità sulla urgenza e sull’opportunità di parlarne in consiglio. Sul resto dell’ordine del giorno che verrà allestito dall’Ufficio di presidenza bisogna ancora rastrellare le decine di dossier accumulate nelle commissioni regionali permanenti e stabilire quali dossier sono ancora validi e attuali. Da questo lavoro di recupero e di vaglio i capigruppo hanno convenuto con Micone  intanto di togliere di mezzo i provvedimenti accumulati nel corso del 2009 ormai scaduti o privi di attualità. Verranno archiviati, ma è del tutto illusorio che si possa archiviare anche la palese inadeguatezza politica delle commissioni dell’epoca nel prendere in considerazione argomenti e proposte che se eventualmente affrontati avrebbero potuto produrre effetti positivi invece che finire in soffitta. Un monito, vogliamo credere, per i nuovi amministratori regionali e per le nuove commissioni sulle quali, purtroppo, proprio dalla conferenza presieduta da Micone è venuto a galla che nella seconda commissione presieduta dalla consigliera Scuncio e nella quarta commissione presieduta da Quintino Pallante c’è ancora da valutare, da analizzare, da scegliere e stabilire gli elementi programmatici già disponibili e/o da proporre ex novo. L’accumulo generato dalla plantigrada attività istituzionale della precedente legislatura, quella gestita dal presidente della giunta Frattura e dal presidente del consiglio Cotugno, è tanto e tale da richiedere un supplemento di analisi, nonché ennesima dimostrazione che le commissioni, se gestite male o strumentalmente orientate politicamente, da propellente dell’attività amministrativa e legislativa del consiglio si ritorcono a peso morto. Di questo aspetto pare si siano interessati con espressioni di sperabile fattività sia la Scuncio che Pallante e i capigruppo Romagnuolo, Cefaratti, il consigliere Tedeschi, il vice presidente del consiglio Nola e lo stesso presidente Micone. Alla prova dei fatti mancano solo pochi giorni e dopo il 26 giugno il giudizio di merito sull’operatività del consiglio e delle commissioni potrà essere sicuramente più attendibile.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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