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Iacovino: “Pronto a difendere le ragioni del dottor Pastore”

Mentre l’ Asrem del Molise processa il Dr Pastore per aver criticato il servizio sanitario, e lo sanziona, la Cassazione dà ragione a un dipendente per aver criticato la Fiat. Una notizia confortante. Il diritto di critica è tutelato dalla Costituzione. Per vederselo affermato, l’operaio Fiat ha dovuto purtroppo arrivare in Cassazione.  Ma anche  il primo e il secondo grado di giudizio lo avevano visto assolto, però il vertice della casa automobilistica torinese le sentenze le ha sempre appellate. Più dei tribunali, di sentenze valeva la loro: il licenziamento del reprobo. Finalmente la parola fine con l’affermazione della piena leicità di esprimere un giudizio critico sulle politiche aziendali. Non sappiamo se il Dr Pastore abbia intenzione di ricorrere ai tribunali, qualora fosse intenzionato, sappia che c’è un valente avvocato, che di successi giudiziari ha l’agenda piena, specie in materia di cause di lavoro, pronto a difenderlo. L’avvocato Enzo Iacovino, sull’abbrivio del caso dell’operaio Fiat, in parallelo con la vicenda Asrem Molise, s’è detto infatti disponibile. Insomma, sappia Pastore, che non è solo, come purtroppo è parso essere nella sua determinata convinzione che operare al pronto soccorso d’Isernia nelle condizioni in cui egli è costretto ad operare, non è agevole per il professionista, e per il paziente peggio ancora. Aver messo il dito nella piaga, indicando i difetti da correggere, e gli errori da evitare, avrebbe meritato un riconoscimento corale al coraggio e all’onestà. Gli è valso, invece, una sanzione che risalirebbe ad una norma del regolamento interno. Ma un regolamento interno non può in alcun modo sopravanzare un diritto costituzionale: il diritto di critica. La Cassazione lo ha sancito per l’operaio Fiat che per aver criticato l’azienda era stato addirittura licenziato. A Pastore è toccata una sanzione, ma anche questa è una palese alterazione e violazione del diritto costituzionale di esprimere un giudizio critico sull’operato di un’azienda (e l’Asrem Molise lo è), se fondato su fatti e circostanze dimostrate e dimostrabili. Che la sanità nel Molise sia stata ridotta ai minimi termini è inoppugnabile; che i servizi siano stati ridotti, altrettanto; che il personale sia insufficiente ad assicurare i livelli minimi di assistenza, è nella esperienza quotidiana dei pazienti; che il commissario straordinario al rientro dal deficit sanitario non sia riuscito nell’intento, è nella storia di questa regione. La sanzione a carico di chi delle tante inefficienze ne ha fatto una critica oggettiva certo quelle inefficienze e quelle deficienze non le rimuove. Tutt’altro. Le aggrava. E per fortuna il Dr Pastore è sempre meno solo.

 

Dardo

 

 

 

 

Di Dardo

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