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I Vescovi molisani: “Il Gay Pride a Campobasso, un motivo di confronto ma nel rispetto delle convinzioni di ciascuno”

Questo il testo dei quattro Vescovi molisani rispetto al Gay Pride

“Il 28 luglio 2018 si svolgerà a Campobasso la manifestazione del Gay pride.

Ne prendiamo atto. E’ un momento di apertura e di verifica. Ci pone domande grandi, che vanno accolte con lealtà. E con cordialità ci rivolgiamo a tutti, specie a chi prenderà parte a questa manifestazione.

Pensiamo perciò di poter esprimere un pensiero di riflessione. In cinque punti, semplici ma immediati. Veri, che raccolgono il cuore della nostra terra. E sono anche eco delle parole, sempre belle e precise, di papa Francesco, che ha più  volte manifestato attenzione nei confronti di chi vive una realtà sessuale diversa. Ma che ha espresso bene il suo pensiero, proprio nell’enciclica sul Creato, la Laudato Sì, al numero 155.

  1. Noi siamo contenti e lo diciamo con gioia di aver avuto nella nostra infanzia un papà ed una mamma, e di essere cresciuti all’interno di famiglie, aperte alla VITA.
  2. Per noi, donare la vita è infatti la gioia più grande ed il dono più augurabile per tutti, poiché in questa relazione vitale si esprime in pienezza l’amore reciproco.
  3. Sentiamo con freschezza che il nostro corpo ci pone in relazione diretta con l’ambiente e con gli altri esseri viventi. Perciò, l’accettazione del proprio corpo come dono di Dio è per noi necessaria per accogliere ed accettare il mondo intero, come dono nella Casa comune. Invece, constatiamo che quando viviamo una logica di dominio sul nostro corpo entriamo, purtroppo, in una logica, a volte sottile, di dominio sul creato. E’ la motivazione ecologica.
  4. Apprezziamo quindi il nostro corpo nella sua femminilità o mascolinità. Ci è necessario per poter riconoscere noi stessi nell’incontro con il diverso da noi. In tal modo, ci è possibile accettare con gioia il dono specifico dell’altro o dell’altra, opera di Dio creatore ed arricchirsi reciprocamente. E lo diciamo con convinzione e dignità, nella esperienza quotidiana, specie nell’accompagnamento educativo degli adolescenti e dei giovani. E’ la motivazione antropologica.
  5. Ci piace, allora, innestare questa feconda riflessione sul proprio corpo, ammirato nella sua differenziazione sessuale, dentro l’intero cammino familiare, ecologico e sociale. Dal corpo, passiamo così subito al creato e alla società intera. In entrambi, la differenziazione sessuale è vitale. Ed arricchente. Nella crescita di tutti. Infatti, più siamo capaci di accoglierci autentici sul piano sessuale, più ci accorgiamo di essere capaci di accogliere le varie etnie e lingue e culture, nella loro nativa ricchezza sociale e politica. Perciò più aperti all’accoglienza degli immigrati e dei richiedenti asilo. E’ la motivazione sociale che regge questa nostra impostazione.

Grazie di averci ascoltato. Sentiamo che anche questo evento sarà un’occasione di reale confronto, culturale e sociale. Chiediamo certo massimo rispetto delle convinzioni religiose ed etiche di ciascuno, per crescere bene insieme”.

Di Giuseppe Saluppo

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5 commenti

  1. Non siamo nessuno per fare ciò che vogliamo della nostra identità e del nostro corpo, e quindi per trattarci bene. Siamo stati creati per avere rispetto di noi stessi, in un atto d’amore verso di noi e verso Chi ci ha progettati mirabilmente, non per ridicolizzarci e diventare schiavi di un’idea o di una passione. Questa carnevalata è l’ennesimo tassello scomposto di un’amministrazione che è ormai alla canna del gas.

  2. Arianna di Biase

    Cari vescovi, siete stati fin troppo signori! Io vi posso dire che quando ho partecipato ad un evento delle Sentinelle in Piedi a Termoli, ho ricevuto, insieme alle numerose persone che vi hanno aderito, parole ed uno striscione d’insulto: questi sarebbero i “tolleranti”!! Ma facciamola finita con una tale ipocrisia e con un insensato, suicida istinto al ribaltamento delle regole: tutto questo ci farà solo del male. Rinsavitevi tutti e, se vi interessa davvero il Molise, pensate a che cosa si può fare per avere una sanità degna di questo nome e gente capace!!

  3. Carlotta Scognamiglio

    Mentre chi è contro queste iniziative ha una pacatezza inconfutabile, chi ne è a favore si scaglia in modo incomprensibile contro i primi, con epiteti violenti e tacciandoli di essere retrogradi.
    Mentre i primi cercano di spiegare ai secondi che cos’è il CORPO UMANO, perché è PREZIOSO, perché non può essere violentato con libidini momentanee e cambi di casacca, i secondi li deridono in modo scomposto.
    Ho già provato questa spiacevole sensazione, ma sono state proprio le reazioni spropositate di chi è favore della cultura del gender a rafforzare le mie convinzioni.

  4. Antonello Tebano

    Mentre durante queste sfilate, elogio dell’offesa all’essere umano, ci sono anche allusioni offensive alla religione cristiana, coloro i quali sono contro tali iniziative parlano con la dovuta calma ai loro sostenitori: e’ ben questa la differenza!! A Reggio Emilia ci sarà la Processione di Riparazione contro questi atti sacrileghi: Campobasso e le sue diocesi prendano esempio!

    • Gianpaolo Mazzuccato

      Campobasso è ormai in balia di un abisso morale ed etico spaventoso, e più si imbruttisce materialmente, più lo fa psicologicamente. Verrà un tempo di giustizia, in cui riderà bene chi riderà ultimo…

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