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I problemi economici, sociali e culturali del Molise sono tanti e sono complessi, per cui, anche un giorno di ritardo nell’affrontarli, può aggravare la situazione

Tra qualche giorno, il 21 maggio per la precisione, a poco meno di un mese dalle elezioni regionali, la maggioranza che sostiene la presidenza di Donato Toma sarà chiamata alla prima dimostrazione di compattezza e convinzione. Compattezza politica, e convinzione amministrativa; entrambe finalizzate ad una auspicabile capacità e volontà di cambiare passo e registro. Poco meno di un mese per eleggere il presidente del consiglio regionale,  l’ufficio di presidenza e le commissioni consiliari permanenti. E anche per sostituire temporaneamente Michele Iorio con Eleonora Scuncio, per effetto della interdizione (temporanea) che gli è stata inflitta sul piano giudiziario. Sono provvedimenti formali ma sostanziali, servono a determinare gli equilibri interni, le aspettative dei singoli consiglieri e dei gruppi, e la strategia futura, prima che si passi  alla composizione della squadra di governo con la nomina degli assessori: un fronte, questo, in cui la Nuova Gazzetta Molisana ha largamente anticipato il problema di agibilità sollevato dalla Lega di Salvini.  Lo abbiano scritto: Luigi Mazzuto, che della Lega è il responsabile nel Molise, è dell’avviso che il rappresentante del partito da chiamare in giunta in nome della corresponsabilità collettiva del centrodestra, debba essere un esterno e non da scegliere tra Aida Romagnuolo e Filomena Calenda, che sono le consigliere regionali elette ma con nessun retroterra amministrativo alle spalle cosa che agli occhi di Mazzuto sarebbe un handicap sostanziale con cui misurarsi. Il dualismo interno alla Lega potrebbe allargarsi anche ad altre sigle della coalizione e generare un confronto che si sa da dove prende avvio ma non in che modo possa concludersi. Il presidente Toma ha parlato sempre e costantemente (forse ossessivamente) di assenza di problemi di carattere personalistico all’interno della maggioranza. Insomma, vista da lui, l’immagine del centrodestra che s’è ricomposto ed ha vinto, non presenterebbe smagliature. Sicuramente non le presenterebbe se, come abbiano anticipato, dalla Lega non si fossero annunciate questioni di portata politica. Toma ha sempre predicato l’idea di nominare gli assessori attingendoli dal novero degli eletti. Mazzuto intende guastargli la festa e sono molti a ritenere che l’iniziativa del responsabile molisano della Lega abbia il senso e il carattere del “Cicero pro domo sua” e quando in politica fanno capolino faccende personali, ma di carattere politico e strategico, le acque s’intorbidiscono facilmente. Gli uomini d’appartato (e Mazzuto lo è) hanno tra le mani le redini dei partiti e contano più degli eletti (elette in questo caso), pertanto per la Romagnuolo e la Calenda la prospettiva di un assessorato si allontana inesorabilmente. Né la possibilità di vedere facce nuove nell’esecutivo si prospetta una alternativa realistica, nonostante i neoeletti alla carica di consiglieri regionali siano prevalenti rispetto ai colleghi di lungo corso. Nella maggioranza alla loro prima esperienza legislativa troviamo Armandino D’Egidio, Roberto Di Baggio, Aida Romagnuolo, Filomena Calenda, Gianluca Cefaratti, Andrea Di Lucente e, temporaneamente, Eleonora Scuncio. Si sono invece riconfermati Nicola Cavaliere, Vincenzo Cotugno ,Vincenzo Niro, Salvatore Micone e Michele Iorio (temporaneamente sospeso), ed è tornato alla ribalta Quintino Pallante. Nuovi i consiglieri del Movimento 5 Stelle Andrea Greco, Angelo Primiani, Vittorio Nola, Valerio Fontana e Fabio De Chirico. Riconfermata invece prima eletta in assoluto Patrizia Manzo. Un confermato (Vittorino Facciolla) e una new entry (Micaela Fanelli) per il Pd ridotto al lumicino dopo 5 anni di scorribande al governo del Molise. Il 21 maggio, vecchi e nuovi amministratori di Palazzo D’Aimmo, diranno di che pasta sono fatti e cosa potranno essere capaci di fare alla presidenza del consiglio, nell’ufficio di presidenza e nelle commissioni in attesa del nuovo esecutivo su cui, come abbiamo accennato, incombono questioni di rappresentanza e, quindi, di agibilità. Solo per inciso è il caso di ricordare a Toma e alla maggioranza di centrodestra che i problemi economici, sociali e culturali del Molise sono tanti e sono complessi, per cui, anche un giorno di ritardo nell’affrontarli, può aggravare la situazione.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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