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I Cinque Stelle di palazzo san Giorgio hanno sollevato il velo che copre la Cittadella dell’Economia di Selva Piana

 

Sulla Cittadella dell’economia di Selva Piana, dalla sua realizzazione ai primi successi, ai convegni e alle tavole rotonde in cui s’è discusso della sua funzione di volano dello viluppo economico e territoriale del Molise (data la sua dimensione regionale), questa testata giornalistica non ha niente altro da aggiungere avendo, come detto, seguito il percorso funzionale e le traversie che lo hanno accompagnato che vanno attribuite, come sono state sempre attribuite, alla classe politica e dirigenziale che da circa un ventennio sta accompagnando inerte, obnubilata e deficitaria di idee e volontà, il decadimento socio/economico del Molise. Nata con grande ambizioni, assecondata da ministri del Governo nazionale e dai vertici della Confindustria, la Cittadella di Selva Piana aveva aperto scenari stimolati, ma appena è passata nelle mani degli amministratori regionali e comunali ha perso via via i connotati e le prerogative, finendo, seppure con colpevole ritardo, nell’attenzione e considerazione dei consiglieri comunali del Movimento Cinque Stelle che hanno ripreso l’argomento e lo hanno riproposto al sindaco, alla giunta e al consiglio comunale di Campobasso perché diano una giustificazione delle cause che hanno ridotto quella megastruttura a una cattedrale decadente nel deserto di un’area urbana attrezza per prendere il ruolo e la funzione dello sviluppo delle attività di ricerca, per un verso, e della produzione per altro verso. Andando alla ricerca delle cause e dei rimedi, sarà il caso che i consiglieri Roberto Gravina, Simone Cretella, Paola Felice e Luca Praitano si pongano anche l’obiettivo di ricapitolare le risorse finanziarie utilizzate per realizzare la Cittadelle, i destinatari, gli utilizzatori, i gestori oltre i programmi e i progetti e i lavori che sono seguiti nel caos delle (in)competenze, delle maglie della burocrazia, delle cariche e degli incarichi di cui si sono avvantaggiati di volta in volta amministratori pubblici di varia estrazione politica. Lo stato di abbandono in cui attualmente versa la Cittadella pretende che si vada a fondo nella questione, che si portino a galla tutti  gli aspetti che ne hanno fatto dapprima un esempio di lungimiranza e, successivamente un emblema della più radicale e ingiustificata inefficienza. I Cinque Stelle di Palazzo San Giorgio hanno presentato ad hoc una mozione di cui diamo la parte conclusiva in cui chiedono di essere resi edotti,  in forma scritta e orale, nell’ambito della apposita commissione da convocarsi allo scopo, sull’attuale situazione di utilizzo di parte degli ambienti strutturali; che si adottino provvedimenti per l’immediato utilizzo dei locali posto che trattasi di immobile idoneo all’uso; che si adottino i provvedimenti di riqualificazione tenuto conto dello stato di grave abbandono in cui versa la struttura e tenuto conto altresì delle risorse di cui dispone la Regione Molise e che  nell’ambito della riqualificazione, sia adottato un progetto esecutivo che preveda una multifunzionalità della struttura, tale da renderla fruibile per scopi ulteriori rispetto alla prevista destinazione fieristica. Un brodino caldo, una tisana annacquata rispetto alle responsabilità che hanno mortificato attese, professionalità, progettualità che se assecondate con intelligenza, volitività, e capacità, avrebbero potuto ridurre gli effetti perniciosi della crisi economica e mantenere un livello accettabile di  speranza di riprenda e di sviluppo delle produzioni molisane. Avendo scelto indubbiamente uno degli esempi più vistosi della distrazione con cui si amministrano i beni pubblici, c’è da sperare che gli stessi consiglieri diano un’occhiata anche alle altre strutture pubbliche (la seconda piscina comunale, ad esempio, il pattinodromo, eccetera) che in abbandono fanno scandalo sul territorio e sui cui è calato il silenzio.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Quando gli enti locali hanno messo mano alla gestione delle cose, le hanno mandate alla rovina. Questa regione e’ diventata come la vediamo proprio per questo motivo. Abbiamo gente non preparata (ed in alcuni casi anche non acculturata), come si può parlare di crescita??

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