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Guardialfiera, in processione torna il quadro della Madonna che racconta la battaglia di 100 anni fa

Un quadro, quello della Madonna del Carmine, appositamente dipinto a Guardialfiera per ricordare lo scampato pericolo di un drappello di fanti di Guardialfiera nell’undicesima battaglia dell’Isonzo di 100 anni fa, tornerà a sfilare in processione sabato pomeriggio. Fino al 10 settembre 1917, il Monte San Gabriele fu teatro di una lotta incessante e sanguinosa; come in una voragine ardente, interi reggimenti vi furono consumati da una parte e dall’altra. Perfino Guardialfiera, piccolo punto geografico sperduto nell’universo, avverte la vicinanza della Madre di Dio. Un drappello di “paesani”, viene infatti stravolto in mezzo ad una dirompente battaglia cielo-terra-mare sui pendii collinari e nel golfo di Trieste. E’ carneficina. Ma quel plotone resta illeso! I componenti della piccola unità militare, storditi, gridano al miracolo. Si palesano vicendevolmente d’aver intravisto, fra un bagliore sfumato nel cielo, i lineamenti ed il volto della B.V. del Carmine, proprio come scolpito da Gabriele Falcucci sulla statua di Guardialfiera.    L’Arciprete Donato Caluori, al commovente racconto dei militari tornati in paese, non si scompone. Né pensa di convalidare canonicamente il fenomeno. Non vuole altre prove. Egli crede! Crede in ciò che Dio ha fatto fuori d’ogni ordine naturale. Gli basta la grazia ricevuta. Ammette però l’esistenza di una “grandezza”, quella cioè che quegli uomini sarebbero stati “trincerati” in guerra dallo Scapolare di Maria, l’”Abatello” infilato da lui stesso al collo d’ogni militare, prima della loro partenza in guerra. E, così, il prete decide di santificare e perpetuare il favore divino.    Commissiona subito un quadro su tela ad Arnaldo De Lisio, maestro del colore di Castelbottaccio il quale, sotto la fulgente e grande immagine di Maria, sintetizza con mirabile sobrietà, il racconto storico nel belligerante scenario triestino. A proclamazione della vittoria, nel secondo anniversario dell’evento, il Quadro è pronto! E da allora, 1919, e nell’ora di quel segno divino, sarebbe passato in processione crepuscolare tra festoni e luminarie; girando in paese in mezzo a palloncini e stelle colorate. Soprattutto sotto intense miniature di aeroplani e navi di canna e carta velina – simboli perenni di quella battaglia e di quella Grazia – sospesi da funicelle da un balcone all’altro dell’intero percorso processionale. Fino al 1973. Dopo 44 anni, il quadro della Madonna tornerà in processione a Guardialfiera a ricordo di quegli eventi di 100 anni fa per parlare alle giovani generazioni.

Di Giuseppe Saluppo

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