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Giovani senza speranze e senza occhiali

di Giuseppe Saluppo

 

Se non c’è crescita non c’è lavoro. E non ci può essere un progetto di vita per i nostri giovani che non hanno un’occupazione. E tantomeno per quei ragazzi che le statistiche definiscono i Neet (not in employment, education o training), che non studiano, non lavorano e non hanno speranze. Non sono pochi. Stanno diventando tanti. Per aiutare questi ragazzi a costruire un progetto di vita, bisogna rimettere in moto la macchina dell’economia. Offrire loro delle opportunità. Non è facile, ma è doveroso provarci per non ghigliottinare una generazione e condannare al declino l’intero Molise. Poi, però, viene a galla che il progetto Garanzia Giovani in Molise non ha ancora un catalogo delle offerte formative a distanza di due anni dal suo avvio. Un progetto, per la verità, partito malissimo in regione per una serie di cause burocratiche e politiche.  I nostri giovani sono condannati a fare una scelta impossibile. Restare senza prospettive di affermazione, crescita, meritocrazia e senza un futuro migliore oppure andarsene per cercare tutto questo con la speranza di riuscirci  però lasciando le proprie radici, la propria terra la propria storia. Questa è la scelta che poniamo di fronte ai nostri ragazzi. Cultura e Formazione da sempre sono gli occhiali con cui si riescono ad interpretare e a comprendere le informazioni e i dati che ci circondano. La follia distruttiva è quella per cui un genitore non manderebbe mai i propri figli con problemi alla vista in giro senza gli occhiali però sembra normale che la politica non si preoccupi della cultura e della formazione dei propri cittadini. E, tra tutti, il caso di Garanzia Giovani. Speranze tradite. Annunci improbabili. Pagamenti in ritardo. E nessuna prospettiva per il futuro. Quello di Garanzia Giovani, a distanza di due anni, si sta rivelando un flop. Ed oggi ci si avvede anche che manca ancora un catalogo delle offerte formative. E, quello che spaventa maggiormente, è che il Molise è la Regione che presenta il più alto tasso di emigrazione dei giovani presi in carico (10,25%). Ovvero di giovani residenti in regione ma che hanno preso parte a corsi fuori regione. Sono emigrati. Ovvero, ancora, non ci sono più. Che desolazione!

Di Giuseppe Saluppo

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