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Giovani senza prospettive

di Giuseppe Saluppo

Se non c’è crescita non c’è lavoro. E non ci può essere un progetto di vita per i nostri giovani che non hanno un’occupazione. E tantomeno per quei ragazzi che le statistiche definiscono i Neet (not in employment, education o training), che non studiano, non lavorano e non hanno speranze. Non sono pochi. Stanno diventando tanti. Per aiutare questi ragazzi a costruire un progetto di vita, bisogna rimettere in moto la macchina dell’economia. Offrire loro delle opportunità. Non è facile, ma è doveroso provarci per non ghigliottinare una generazione e condannare al declino l’intero Molise. I nostri giovani sono condannati a fare una scelta impossibile. Restare senza prospettive di affermazione, crescita, meritocrazia e senza un futuro migliore oppure andarsene per cercare tutto questo con la speranza di riuscirci  però lasciando le proprie radici, la propria terra la propria storia. Questa è la scelta che poniamo di fronte ai nostri ragazzi. Cultura e Formazione da sempre sono gli occhiali con cui si riescono ad interpretare e a comprendere le informazioni e i dati che ci circondano. La follia distruttiva è quella per cui un genitore non manderebbe mai i propri figli con problemi alla vista in giro senza gli occhiali però sembra normale che la politica non si preoccupi della cultura e della formazione dei propri cittadini. E, quello che spaventa maggiormente, è che il Molise è la Regione che presenta il più alto tasso di emigrazione dei giovani. Sono emigrati. Ovvero, non ci sono più. Che desolazione!

Di Giuseppe Saluppo

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3 commenti

  1. Giacomo Iacobucci

    In Molise si sta sviluppando una duplice, preoccupante tendenza: da un lato il continuare a non attuare una logica meritocratica per l’assunzione delle persone, ma solo una ignobilmente clientelare, dall’altro l’assenza di tentativi di rimanere in regione -e quindi di cambiare questo stato di cose- subito dopo la licenza liceale o la laurea. Questo secondo aspetto, se ci si riflette bene, e’ più preoccupante, perché significa utilizzare la regione come semplice area di parcheggio, e quindi anche disprezzarla, non vedendo l’ora di emigrare. La regione siamo NOI, signori, e se non proviamo neanche lontanamente ad invertire la rotta con iniziative intelligenti, coese, pur se non facili, saremo costretti a chiudere i battenti!!

  2. Purtroppo quando non ci sono alternative valide è normale che i giovani partano in cerca di opportunità ma la cosa importante sarebbe che dopo aver fatto esperienza altrove tornassero carichi di idee e progetti validi per il rilancio della propria terra, ma se ciò non accade forse è perché il contesto non lo consente o perché questa forzata emigrazione instilla in loro un senso di sconfitta anziché una sorta di richiamo. Ma perché? La giusta domanda è questa e la risposta va cercata in questa direzione

  3. Umberto Vinciguerra

    In Molise non si ha il senso di appartenenza ad una comunità, ecco perché ognuno si fa i suoi conti in tasca e non guarda mai al di là del proprio naso. E’ questo atteggiamento che ne sta decretando lo spopolamento ed il depauperamento. Torto e ragione non sono mai nettamente schierati da una parte sola. Ognuno, tanto a livello privato che istituzionale, si faccia un serio esame di coscienza.

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