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“Per i giochi, basta Villa Musenga?”

Caro direttore,

Ho appreso di un ordine del giorno dell’esecutivo che ha approvato la risistemazione dei giochi per bambini in villa Musenga e -forse- la messa a coltura di nuovo prato dopo la desertificazione creata dall’installazione di una tensostruttura inopportunamente piazzata durante l’estate.

Non capisco -e qui mi rivolgo tanto ai membri della maggioranza quanto dell’opposizione- perché fino a qualche anno fa questo era un piccolo polmone verde in un centro ormai totalmente privo di qualsivoglia sensibilità al verde pubblico, mentre ora lo si pensa soltanto in termini di area giochi.

Ci sono tante altre zone che possono essere adibite a ciò, basta solo  avere la giusta determinazione ad intraprendere progetti di valorizzazione delle stesse e reperimento delle risorse finanziarie non solo dalle casse locali, ma dove tutte le altre municipalità li reperiscono: dal Governo centrale, dai fondi europei, dalle donazioni dei privati. Mi riferisco, in particolare, all’ex stadio Romagnoli, alle campagne incolte di via IV Novembre, all’ex Roxy Hotel, che la Regione potrebbe, molto volenterosamente, cedere al Comune per la sua trasformazione in parco pubblico attrezzato, anziché coltivare l’idea di una nuova sede regionale, ormai non più al passo con i tempi, data la seria possibilità di accorpamento del Molise ad altre regioni.

Qualunque cosa si esamini del capoluogo regionale ha un risvolto negativo, denota una mancanza di programmazione, un agire raffazzonato, una scarsa o nulla sensibilità alla preservazione del Bello e del Buono per la città.

Mi auguro che le mie parole scuotano la coscienza di chi siede negli scranni di Palazzo San Giorgio, che non ci si stizzisca se un cittadino dice la sua e si rammarica per l’ormai indecente immagine del capoluogo, e che si volti pagina, nell’interesse di Campobasso e di nessun altro.

Grazie per la sua attenzione.

Un cordiale saluto

Norberto Maniscalco

Di Giuseppe Saluppo

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5 commenti

  1. Dominic Cotti Cottini

    Non solo non basta villa Musenga, ma è totalmente inadeguata! Quella deve essere semplicemente un piccolo polmone verde, come ha scritto il lettore. Le zone da adibire a parco attrezzato possono essere tante, ce ne sono molte in abbandono, nell’indifferenza e pressappochismo generale. Ci pensate? Non abbiamo un solo parco attrezzato in tutta la città! E poi dobbiamo rubare prezioso spazio ad un lembo di terra? E’ semplicemente vergognoso.

  2. Elisabetta Sciscenti

    Scelta totalmente inopportuna. C’è, ad esempio, un’area della villa del Municipio (quella all’incrocio tra Corso Vittorio Emanuele e via Pietrunto) che, non avendo aree verde ma solo camminamenti, potrebbe ospitare qualche scivolo o altro gioco per bambini: l’impatto sul verde pubblico sarebbe nullo, con buona pace di villa Musenga, che si sta sottoponendo ad un sadico sfruttamento, nella più completa mancanza di progettualità da parte dell’amministrazione comunale (ma anche di buona parte dell’opposizione, che ha approvato l’ordine del giorno di risistemare i giochi e di lasciarli dove, purtroppo, sono).

  3. Donatella Autieri

    Come NON amministrare una città: benvenuti a Campobasso.

  4. Pierangelo Mattioli

    Villa dei Cannoni deve tornare ad essere un polmone verde: PUNTO. La si faccia finita di destinare ad usi impropri zone che nascono con tutt’altra funzione. Sindaco, legga queste poche righe di chi si è stancato di vedere una città così indecente, e chieda a se stesso che cosa vuole per essa!!

  5. Alberto Mastrocola

    Secondo me i nostri amministratori vengono da Marte, poi, quando devono riunirsi in assise, scendono con la loro astronave, ma, essendo vissuti su tutt’altro pianeta, stradicono, e quindi decidono male.
    Lo stesso dicasi per il consigliere Tramontano, a cui è venuta la geniale idea di rimettere a posto i giochi in una zona in cui non dovrebbero affatto essere.
    E l’ex Roxy Hotel? E via IV Novembre? E l’ex stadio Romagnoli? E quell’orrendo stabile in abbandono da anni in via Gazzani?
    Ma davvero è così difficile pensare a queste soluzioni?
    Plinio il Vecchio coniò l’espressione “cum grano salis” nella sua “Naturalis Historia”: di sale in zucca questa gente non ne ha proprio!

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