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Il gineceo regionale ancora punto di riferimento per le scelte del presidente Frattura

Passerà alla storia regionale come il politico e l’amministratore che ha saputo valorizzare oltre ogni altra misura l’apporto lavorativo e intellettuale delle donne. La Regione Molise? Un gineceo che non ha riscontro negli annali e, anche sul limitare del mandato elettorale della giunta, continua ad essere punto di riferimento per le scelte e le decisioni del presidente Frattura. Donne ai vertici dei dipartimenti, delle direzioni, dei servizi, degli uffici, delle segreterie particolari, donne consulenti e collaboratrici. Donne, prevalentemente donne. Andare ad enumerarle una ad una è come infilarsi in un labirinto, tanti i dipartimenti, le direzioni, i servizi e gli uffici al femminile ancorché non adeguatamente e sistematicamente aggiornati.  I vertici operativi più significativi quali i dipartimenti, ad esempio, dove imperano Mariaolga Mogavero e Maria Rosaria Simonelli, la segreteria generale della giunta ancora con la Mogavero, la direzione generale per la Salute con Lolita Gallo, la Fondazione Molise Cultura con Antonella Presutti, la direzione  dell’Agenzia Molise Lavoro con Gabriella Guacci, l’Autorità di Audit con Marina Prezioso, l’Autorità di Certificazione del Por Molise Fesr/Fse 2014-2020 con Anna Franco e via discorrendo fino ad arrivare alla consigliera del presidente per l’ambito delle attività giuridiche Carmela Lalli, e all’Autorità di certificazione del  Por (Programma Operativo Regionale Molise) Fesr/Fse  2014-2020 Marilina Di Domenico. Le ultime due hanno frequentato la Regione con precedenti incarichi per cui non sono una novità. Lo sono per il fatto che la Di Domenico e anche il  nuovo direttore del Servizio risorse finanziarie, bilancio e ragioneria generale, e la Lalli è  un irrinunciabile affiancamento tecnico giuridico e uno specifico supporto al presidente Frattura soprattutto in materia di diritto societario, con riferimento alle problematiche (ordinarie e straordinarie) delle Società partecipate dalla Regione Molise, degli aspetti di criticità nella stessa materia, attraverso la proposizione di ogni utile consulenza per la risoluzione delle crisi d’impresa, nell’ambito delle azioni di exit strategy intraprese, per l’attività di affiancamento tecnico e di consulenza per la definizione di tutti i rapporti giuridici pendenti tra la Regione Molise e gli organismi in house providing (tra cui FinMolise e Molise Acque). Per la Lalli e la sua indispensabilità parlano – dicono il presidente Frattura e  gli assessori Nagni, Veneziale  e Facciolla  nelle premesse della delibera 542 del 29 dicembre 2017 – il curriculum vitae, in ragione della competenza e qualificazione della professionista: avvocato del foro di Campobasso, esperta in materia di diritto civile, societario, e consulente di numerose imprese e gruppi societari anche di livello nazionale. Le giova l’esperienza professionale maturata soprattutto in materia di società partecipate regionali. Dicono pure che le attività giuridiche affidate alla Lalli non sono riconducibili alle funzioni ed alle competenze ordinariamente esigibili all’interno degli uffici regionali (cioè non ci sono laureati in legge, avvocati, capaci di fare ciò che fa la Lalli), perchè si traducono nella individuazione e nella predisposizione di strumenti eccezionali e di processi innovativi, capaci di apportare significativo valore aggiunto ed utilità all’azione di governo dell’Amministrazione, soprattutto in riferimento alla positiva attuazione delle cosiddette  policy making (la definizione delle strategie) delle quali ciascun ente territoriale è chiamato necessariamente a dotarsi. Il tutto, pertanto, trova la sua sublimazione nella definizione delle politiche strategiche in cui “si sostanzia l’attività di alta amministrazione del presidente Frattura”, al quale appunto non può venir meno l’assistenza tecnico/giuridica della Lalli. Sulle strategie del presidente e sull’alta  amministrazione di cui si distinguerebbe, nonché sui risultati pratici dell’assistenza tecnico/giuridica nei campi in cui è stata chiamata ad essere svolta rimangono aperti i giudizi della collettività molisana, resi  alla luce delle industrie che hanno abbassato le saracinesche , delle  società regionali in affanno, della strategia con cui alcune di esse sono state espulse dal mercato. E non aggiungiamo  i cassaintegrati della Gam, dell’Ittiere, e i senza lavoro dell’ex zuccherificio di Guglionesi.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Il fatto che ci siano molte donne di per sé è positivo perché in genere le donne che riescono ad emergere per i loro meriti professionali sono davvero brave,se poi le scelte cadono su persone che invece di essere competenti sono yes women le cose cambiano e non poco. Comunque per quanto prestigiosi siano gli incarichi sono sempre “sottomesse” alle scelte politiche…

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